Venerdì, 22 Ottobre 2021
Sul filo del rasoio / Germania

Elezioni in Germania: tutto quello che c'è da sapere sul dopo Merkel

Mesi di sondaggi altalenanti. Tre candidati credibili. Un sistema elettorale fortemente parlamentare e proporzionale. Dopo 16 anni la Germania volta pagina

L'era Merkel è quasi finita (qui abbiamo analizzato cosa resta dei 16 lunghi anni al potere della Cancelliera "eterna"). Seggi aperti dalle 8 di questa mattina alle 18 in Germania, dove circa 60,4 milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per rinnovare il Bundestag attraverso due voti, uno - con metodo uninominale per l'elezione di 299 parlamentari, l'altro - secondo un sistema proporzionale con soglia di sbarramento - per scegliere un partito politico tra le 47 liste in lizza, poche delle quali destinate a superare la soglia del 5% necessaria per entrare in parlamento. Solo tre partiti hanno presentato un candidato alla Cancelleria: il social-democratico Olaf Scholz, il cristiano-democratico Armin Laschet, erede della Merkel, e la verde Annalena Baerbock, primo esponente del partito a concorrere per la carica di capo del Governo.

Sull'attendibilità degli exit poll che usciranno alle 18 in Germania, alla chiusura delle urne per il rinnovo del Bundestag, incombe quest'anno la variabile del voto postale. Solo nel corso della serata e della nottata vengono pubblicate le proiezioni dei risultati reali. Il passato insegna: nel 2002 Edmund Stoiber (Cdu) era convinto di avere la vittoria in tasca sulla base degli exit poll ma alla fine fu Gerhard Schroeder (Spd) a spuntarla. La variabile del voto postale è sostanziosa.

L'eredità dei 16 anni al governo della "cancelliera eterna"

Aggiornamento ore 19.15 - I risultati degli exit poll della tv tedesca Zdf per il rinnovo del Bundestag danno i Socialdemocratici (Spd) al 25,6%, i cristianodemocratici (Unione di Cdu e Csu) al 24,4% e i Verdi al 14,7%. I liberaldemocratici (Fdp) sono al 11,6%, l'estrema destra di Alternative fue Deutschland al 10,3% e il partito di Sinistra (Linke) al 5%, la soglia di sbarramento. 

Aggiornamento 21.00 - Olaf Scholz trascina i social-democratici al "successo" elettorale, Armin Laschet ammette di non poter dirsi "soddisfatto" del mediocre risultato dei cristiano-democratici, Annalena Baerbok riconosce di aver contribuito con i propri "errori" al risultato dei Verdi al di sotto delle aspettative. Il quadro che emerge dalle prime proiezioni del voto per il rinnovo del Bundestag tedesco è chiaro, ma servirà tempo per formare un governo. Chiuse le urne, sia Scholz che Laschet hanno detto che sarà il rispettivo partito a guidare la futura coalizione di governo. Esclusa una riedizione della "grosse Koalition" Spd-Cdu attualmente al governo con Angela Merkel, ma anche l'ipotesi di una maggioranza di sinistra rosso-verde-rosso (Spd, Verdi e Sinistra), sono due, come previsto da molti osservatori, le alternative più probabili. Da una parte la coalizione "semaforo" della Spd con i Verdi e i liberal-democratici dell'Fdp (rosso-verde-giallo) oppure la coalizione Giamaica (Unione di Cdu e Csu, Verdi e Fdp: nero, verde, rosso).

Elezioni in Germania: sondaggi nel segno dell'incertezza

Il voto, che segna la fine dell'era Merkel', la cancelliera alla guida dei governi a Berlino negli ultimi 16 anni, è stato preceduto da mesi di sondaggi altalenanti, che hanno premiato alternativamente i Verdi, quindi la Spd, determinando una brusca discesa dei consensi per l'Unione (Cdu/Csu), poi tornata improvvisamente a risalire negli ultimi giorni. Sulla carta sono sei le possibili coalizioni di governo, da una riedizione della Grande Coalizione Cdu-Csu-Spd eventualmente allargata ai Verdi (coalizione Kenya) alla coalizione Giamaica (Unione-Fdp-Verdi) ad una coalizione Germania (Unione-Spd-Fdp) alla squadra di governo rosso-rosso-verde (Spd-Die Linke-Verdi) ad una coalizione semaforo (Verdi, Fdp, Spd). Molto dipenderà dai risultati dei due partiti in testa nei sondaggi, da quale dei due prevarrà e con quale distacco sull'altro. A questo è legata anche la scelta del cancelliere.

Il quadro partitico è divenuto volatile nel corso del tempo. In passato c'era una certa prevedibilità: i Socialdemocratici con i Verdi, i cristiano-democratici capaci di andare al governo da soli, la Sinistra o, ultimamente, l'estrema destra di Alternative fuer Deutschland che si presentavano essenzialmente come voto di protesta. Le cose sono cambiate, la "grosse Koalition" Spd-Cdu ha modificato lo scenario: "Se si guarda all'andamento dei sondaggi dalla primavera ad oggi, sembra un ottovolante", ha commentato alla Deutsche Welle il politologo Thomas Gschwend. "Ciascuno dei tre partiti è stato primo ad un certo punto, si tratta di qualcosa di inusuale". Secondo Katja Hoyer, storica, il problema principale è che "nessun partito offre soluzioni nuove a vecchi problemi. Il mandato della Merkel ha lasciato intatte molte questioni-chiave, come la qualità della vita, l`accesso alla sanità o la mobilità sociale. Ha anche introdotto ulteriori tensioni con la crisi dei rifugiati nel 2015. Eppure nessuno dei partiti sembra offrire idee realizzabili o nuove".

Annalena Baerbock, Armin Laschet e Olaf Scholz: tre nomi per la successione

Annalena Baerbock, 40 anni, era la stella nascente, poi è divenuta l'astro calante. Dal top al flop, secondo Der Spiegel. Nata nel 1980 in una cittadina della Bassa Sassonia, Pattensen, ha trascorso un anno negli Stati Uniti a 16 anni, ha studiato giurisprudenza ad Hannover e diritto internazionale alla London School of Economics di Londra. In passato solo Cdu e Spd esprimevano un candidato cancelliere, quest'anno per la prima volta anche i Verdi hanno osato. Giovane, brillante, decisa, Annalena Baerbock sembrava destinata a sfondare, ha intercettato l'entusiasmo delle giovani generazioni, ma da maggio è iniziato un lento e inarrestabile declino nei sondaggi. Il ruolo dei Verdi dopo le elezioni sarà comunque importante, ed è merito suo.

Armin Laschet, 60 anni, è originario di Aachen (Acquisgrana), nella Renania. Cattolico, naturalmente europeista (la sua famiglia viene dal Belgio e parla fluentemente francese), cordiale, è avvocato di formazione, ma ha fatto anche l'insegnante e il giornalista. Braccio destro di Angela Merkel, ne ha ereditato la guida del partito, la Cdu. E' stato deputato, eurodeputato, ora è presidente del più popoloso Land della Germania, la sua Nord Reno-Westaflia. Le alluvioni della scorsa estate però gli hanno causato più di un grattacapo d'immagine. Il giorno del disastro, si è trincerato dietro la tradizionale politica del partito, mostrando poca sensibilità sulla questione climatica in un frangente in cui l'opinione pubblica si interrogava su di essa: "Non cambieremo la nostra politica per giornate come questa". Ad affossarlo ulteriormente, un'inquadratura sfortunata: mentre il presidente Frank-Walter Steinmeier parlava alle telecamere con volto scuro da uno dei luoghi maggiormente distrutti dall'acqua, sul fondo Armin Laschet si lasciava andare a battute e risate con il suo entourage. Ha chiesto ripetutamente scusa. Negli ultimissimi giorni i sondaggi lo indicano in crescita. Forse non basterà.

Olaf Scholz, 63 anni, è originario di Amburgo, nel nord della Germania. Entrò nel partito social-democratico, nel 1975, nel 1998 è stato eletto la prima volta al Bundestag. Le luci della ribalta arrivarono con il governo di Gerhard Shroeder, che lo scelse per una missione impossibile: Scholz è stato il ministro del Lavoro con il compito di far digerire all'opinione pubblica la storica riforma del mercato del lavoro a cavallo degli anni Duemila. Come un soldato, Scholz fece del suo meglio, e quelle leggi sono state una delle basi dell'espansione economica tedesca degli ultimi venti anni. Burocratico, calmo, si colloca sulla destra del partito social-democratico. La sua affidabilità, unita all'età che stempera una certa rigidità, convince gli elettori. Più di tutti ntercetta il desiderio di stabilità che Angela Merkel ha impersonato per 16 anni.

L'affluenza alle urne è un punto di domanda

L'affluenza alle urne era altissima in Germania (anche più del 90%) fino alla fine degli anni Ottanta. Dopo la riunificazione tra Est e Ovest il tasso di partecipazione è sceso, con il 70,9 registrato nel 2009 e il 76,2 nel 2017. Quest'anno molti elettori ricorreranno al voto per posta. Il voto venne introdotto nel 1957 ma fino al 2008 chi voleva ricorrere a questo metodo doveva chiedere il permesso e fornire una spiegazione che giustificasse la sua scelta. Dal 2009 questo obbligo non c'è più. La percentuale di elettori che ricorre a questa soluzione è salito da meno del 5% al 28,6 delle ultime elezioni federali e - anche a causa del Covid - si prevede che la percentuale dei voti per posta stavolta sarà decisiva.

Il sistema elettorale in Germania

Dopo la voragine nazista, la Germania del dopoguerra ha disegnato un sistema elettorale fortemente parlamentare e proporzionale. Sarà il Bundestag a determinare chi sarà il prossimo Cancelliere. Il voto postale è in corso da settimane e verranno contate tutte le schede che arriveranno entro stasera. Tutti i voti devono essere scrutinati entro lunedì mattina. Ma l'esito sarà ancora incerto. Gli elettori infatti non eleggono il prossimo Cancelliere, ma rinnovano il Bundestag, con due schede: con una si elegge, a maggioranza semplice, il candidato della propria circoscrizione, e con l'altra si indica una lista elettorale.

Tutte le 299 circoscrizioni eleggono un deputato con metodo uninominale e altri 299 deputati vengono proporzionalmente scelti in base alle preferenze raccolte da ogni lista. Raramente, però, il Bundestag ha solo 498 deputati: se un partito, infatti, ottiene un numero di eletti superiore alla proporzione registrata a livello nazionale, mantiene questi deputati "extra", ma il sistema elettorale riequilibra la sproporzione assegnando un congruo numero di eletti alle altre liste, in modo che alla fine la composizione della Camera rifletta fedelmente le percentuali di preferenza del corpo elettorale. Ora, a livello di collegi uninominali i grandi partiti tendono a riscuotere un successo superiore alle preferenze su base nazionale, ragione per cui il numero di seggi extra attribuiti su base proporzionale agli altri partiti è rilevante. Il Bundestag che ha concluso sabato il proprio mandato quadriennale è composto, ad esempio, da ben 709 parlamentari.

C'è una soglia di sbarramento al 5% (in alternativa, una lista deve eleggere almento tre deputati nelle circoscrizioni uninominali). Al voto quest'anno si presentano 47 partiti, ma a farla da padrone saranno prevedibilmente il partito social-democratico (Spd); l'unione cristiano-democratica, ossia la Cdu e il partito cugino bavarese (Csu), maggioritaria nel Bundestag uscente; i Verdi, in crescita da anni; il partito liberal-democratico vicino agli imprenditori (Fdp); la Linke, partito di sinistra particolarmente forte nell'ex Germania dell'est; e Alternative fuer Deutschland, partito di estrema destra che ha fatto il proprio ingresso in Parlamento quattro anni fa.

Le elezioni determineranno le percentuali di ogni partito al Bundestag e i leader dei diversi partiti negozieranno a quel punto la formazione del prossimo Governo, e l'indicazione del prossimo Cancelliere, sulla base dei calcoli matematici e degli equilibri politici. Per assurdo il primo partito potrebbe rimanere fuori dalla coalizione di Governo. L'unico partito a rimanere sicuramente fuori dal Governo sarà Alternative fue Deutschland.

La formazione del Governo può durare settimane se non mesi, e gli ultimi sondaggi indicano che questa volta i negoziati possono essere particolarmente complicati. Solitamente le trattative sfociano in un programma di governo dettagliato che deve poi essere approvato dai congressi dei rispettivi partiti coinvolti. Una volta superato questo penultimo scoglio, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier darà l'incarico al Cancelliere che, per entrare in carica, dovrà ottenere l'approvazione di una maggioranza del Bundestag. Fino a quel momento rimane in carica il Governo Merkel. Potrebbe essere una sfida all'ultimo voto.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni in Germania: tutto quello che c'è da sapere sul dopo Merkel

Today è in caricamento