Venerdì, 6 Agosto 2021
Elezioni Gran Bretagna

Elezioni in Gran Bretagna: partiti, candidati e tutto il trash sul web

I sondaggi parlano di un sostanziale pareggio tra i due partiti maggiori, conservatori di Cameron e laburisti di Miliband. La sfida è per i partiti minori. Intanto gli elettori si sono sfogati sul web e sui social network e l'ironia sul web non manca

Arriva il momento della verità: i cittadini di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord votano per eleggere il nuovo governo e il nuovo primo ministro della Gran Bretagna. La sfida è tra i conservatori di David Cameron (partito attualmente al governo) e i laburisti di Ed Miliband: entrambi i candidati nei sondaggi sono dati alle stesse percentuali e il risultato è sempre più incerto. I circa 50.000 seggi presenti nel Paese chiuderanno alle 23 di stasera (le 22 locali).

Stavolta il ruolo dei partiti minori è davvero fondamentale: per la corsa ai seggi si sono candidati anche i liberaldemocratici di Nicholas Clegg, il partito nazionalista scozzese con a capo il primo ministro di Scozia Nicola Sturgeon e gli ultraconservatori dell'Ukip capitanati da Nigel Farage. Ma per la prima volta internet in campagna elettorale è stato fondamentale: Facebook è stato letteralmente riempito di meme, video e foto che smontavano l'immagine dei leader dei partiti, in particolare di quelli maggiori.

CONSERVATORI: CHI E' DAVID CAMERON - David Cameron è il premier uscente, salito al governo nel 2010. Con le sue origini non certo modeste spesso è stato accusato di vivere lontano dai bisogni reali della gente. Durante il suo mandato e per tutta la sua carriera politica (è deputato conservatore dal 2001) ha cercato di modernizzare il volto del suo partito e questo ha attirato molti giovani elettori. Ma per far uscire dalla recessione la Gran Bretagna il suo governo non ha risparmiato tagli alla spesa pubblica e alla sanità: una dura spending review per rilanciare la crescita. In effetti l'occupazione è aumentata ma a scapito di salari sempre più bassi. In campagna elettorale ha promesso una linea sempre più dura di austerity. 

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LABURISTI: CHI E' ED MILIBAND - 46 anni, ebreo londinese, Ed Miliband da piccolo ha vissuto negli Stati Uniti e non è certo un outsider: è parlamentare dal 2005. Per diventare leader dei laburisti ha sfidato il fratello David, che dopo la sconfitta si è trasferito a New York. Vinse quella sfida appoggiandosi sui voti dei sindacati e della sinistra più tradizionale ma negli elettori è rimasto il dubbio che il fratello sarebbe stato più capace. L'obiettivo della sua campagna elettorale è stato proprio quello di trasmettere all'elettorato sicurezza e una valida alternativa all'austerità di Cameron. 

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I PARTITI MINORI: UN RUOLO FONDAMENTALE - Sin dall'inizio della campagna elettorale i sondaggi hanno annunciato che nessuno dei grandi partiti raggiungerà la maggioranza dei seggi, cosa che dà ai partiti minori un ruolo fondamentale nella sfida. Solitamente la stabilità dei governi britannici dipende proprio dalla forte maggioranza parlamentare di conservatori o laburisti, ma stavolta sembra proprio che la situazione sarà diversa. 

LIBERAL-DEMOCRATICI - Da sempre sono la terza forza politica inglese e dal 2010 sono stati in coalizione con l'esecutivo di Cameron. Il loro leader dal 2007 è Nicholas Clegg e le loro proposte dal punto di vista economico non sono tanto diverse dai conservatori, ma la linea dell'austerità troppo dura li ha messi spesso contro le scelte del governo uscente. Nonostante tutto una loro allenza con un eventuale secondo governo di Cameron non è un'opzione da escludere, visto che su economia e crisi non hanno quasi nulla da spartire con i laburisti. 

NAZIONALISTI SCOZZESI  - Lo Scottish National Party (Snp) è lo storico partito nazionalista scozzese e ha promosso il referendum sull'indipendenza. La sua leader è Nicola Sturgeon è attualmente il primo ministro di Scozia ed è riuscita a recuperare e raddoppiare consensi nonostante la sconfitta referendaria. Anche se nel resto della Gran Bretagna ha poche possibilità, i collegi scozzesi per lei sembrano un plebiscito. Viste le posizioni di sinistra, l'Snp potrebbe essere un buon alleato dei laburisti, anche se il primo punto della campagna e l'obiettivo principale del partito rimane l'indipendenza della Scozia, con maggiore libertà d’azione per il governo locale e più investimenti pubblici.

EUROSCETTISCI ULTRACONSERVATORI - UK Independence Party (Ukip) è il principale partito euroscettico inglese, è stato fondato nel 1993 e oggi alla guida c'è da Nigel Farage. E' stato la sorpresa dell'anno scorso, visto il buon risultato elettorale. Non a caso la sua campagna è stata tutta incentrata sul tema immigrazione, con proposte shock come l'esclusione dei migranti dai trattamenti sanitari, senza distinzione tra cittadini comunitari e non. Contro i matrimoni gay e per l'obiezione di coscienza sul posto di lavoro, le posizioni di Farange sono sempre più arroccate a destra e ultimamente è stato cercato anche il consenso dei cattolici. 

L'IRONIA SUI SOCIAL NETWORK - L'unica cosa che accomuna tutti i candidati di queste elezioni è il modo in cui le immagini dei leader dei partiti sono stati completamente smontate sul web, un fatto insolito per la Gran Bretagna, patria della sobrietà. La maratona elettorale è stata completamente "social" e molte delle sfide si sono giocate a colpi di meme su Facebook. Così gli utenti del web hanno trasformato una campagna elettorale piena di temi difficili e un po' noiosi in una vera e propria arena del trash. 

Da Miliband nei panni di Mosé all'amore di Cameron per una capretta, il popolo del web non si è risparmiato. Il più amato è sicuramente Farage che gli utenti adorano per le sue strane espressioni facciali. Ma qui a vincere è stato Miliband: durante il confronto televisivo di tutti i candidati la telecamera si è fermata su un suo primo piano e il suo "sguardo ammaliatore" (che gli è valso il soprannome di "George Clooney dei poveri") verrà ricordato da tutto l'elettorato. 

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