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Giovedì, 20 Gennaio 2022
ELEZIONI / Israele

Elezioni in Israele: il sistema elettorale

Il 22 gennaio si vota in Israele per il rinnovo del parlamento: le regole e il sistema elettorale

Il 22 gennaio gli israeliani sono chiamati a eleggere i 120 deputati della loro 19esima Knesset, a scrutinio proporzionale di lista.

Il voto dal quale dovrà uscire la legislatura per i prossimi quattro anni era inizialmente previsto per ottobre 2013, ma è stato anticipato al 22 gennaio dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Sono complessivamente in lizza 34 liste, in rappresentanza di 38 partiti. Sono quindici ad avere speranze concrete di superare lo sbarramento del 2 per cento, richiesto per essere rappresentati in parlamento.

Dal 2003 Israele ha rinunciato all'elezione diretta del primo ministro. Sono poco più di cinque milioni e mezzo gli israeliani chiamati alle urne negli oltre 10mila seggi sparsi nel Paese; le operazioni di voto inizieranno alle 7 locali (le 6 in Italia), per concludersi alle 22 (21). I risultati ufficiali saranno pubblicati mercoledì, il giorno successivo.

Dopo il voto il presidente Shimon Peres avrà una settimana di tempo per affidare l'incarico di formare il nuovo governo al leader del partito con le migliori possibilità di formare una coalizione maggioritaria entro 28 giorni, termine prolungabile di due settimane. Di norma è quello che ha conquistato più seggi, ma potrebbe essere anche un altro se ha più chance di formare una coalizione grazie al "gioco" delle alleanze. In cado di fallimento, il presidente si rivolge a un altro leader di partito, che dispone a sua volta di ventotto giorni per formare l'esecutivo.

Queste contrattazioni post-voto sono una delle principali cause dell'instabilità governativa in Israele, dove solo sei dei diciotto precedenti parlamenti sono arrivati al termine della legislatura.

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