Domenica, 24 Ottobre 2021
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Weah, da campione a presidente: l'uomo giusto per la Liberia

L'ex attaccante del Milan ha battuto al ballottaggio il vice presidente uscente Joseph Boakai, diventando presidente al terzo tentativo. Aveva già provato a candidarsi nel 2005 e nel 2011

King George alla fine ce l'ha fatta. Weah, ex stella del calcio anni '90, è il nuovo presidente della Liberia, dopo aver battuto al ballottaggio vice presidente uscente Joseph Boakai con oltre il 60% di voti. Per l'ex attaccante del Milan si tratta del terzo tentativo, dopo le candidature andate male nel 2005 e nel 2011. Ma questa volta le cose hanno preso una via diversa.

Una svolta epocale per un Paese come la Liberia, che non conosce alternanza democratica dal 1944 ed è stato flagellato per decenni dalla guerra civile. Il popolo liberiano ha fatto una scelta di cuore e di cervello, dando spazio a un George Weah che è da sempre stato un simbolo in tutto il Paese. L'ex milanista ha dedicato gran parte della sua vita a risolvere i problemi della sua gente, lo ha fatto da calciatore e poi ancor di più al termine della sua carriera. Se sia l'uomo giusto o meno lo dirà soltanto il tempo, ma il fatto che sia stato il popolo a scegliere sembra già un traguardo importante e dal netto significato.

Elezioni in Liberia: i dati ufficiali

Chi è George Weah, dal calcio alla politica

All'anagrafe George Tawlon Manneh Oppong Ousman Weah, nasce a Monrovia il 1° ottobre del 1966, vivendo la sua infanzia nelle zone più povere delle Liberia. L'unica sua valvola di sfogo è il pallone. Il talento cristallino di George emerge subito, prima si fa largo a suon di gol in diversi campionati africani, poi nel 1988 arriva la chiamata di Arsene Wenger, che lo porta in Europa, al Monaco.

Tra il Principato e il Psg colleziona 200 presenze in Francia, prima di approdare al Milan, maglia storica con cui conquista nel 1995 il Pallone d'Oro. Ad oggi rimane l'unico calciatore africano ad aver vinto questo riconoscimento. Poi la fase calante  della carriera con parentesi poco fortunate al Chelsea, al Manchester City e al Marsiglia, prima del ritiro definitivo nel 2002. 

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Appesi gli scarpini al chiodo, inizia la nuova vita di Weah. Prima investe le somme di denaro guadagnate nella sua carriera da calciatore, poi gira la Liberia come ambasciatore Unicef per convincere i bambini soldato, con un pallone in mano, a tornare ad una vita senza violenza.

Le tante iniziative dell'ex calciatore volte a migliorare la vita del suo popolo, lo portano a candidarsi nel 2005 e nel 2011, ma con scarsi risultati. Weah, adesso 51enne, aveva bisogno del tempo per capire il mondo della politica, almeno quanto capiva di difensori e gol. La sua lunga corsa verso la presidenza è stata vincente, ma la vera partita inizia adesso.

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