Un comico è diventato il nuovo presidente dell'Ucraina (come l'attore che interpreta in tv)

Nel più grande Paese della ex URSS va in scena l'elezione di un Presidente come preannunciato da una serie TV. Volodymyr Zelensky è l'attore protagonista della celebre saga tv "Servo del potere" e si è rivolto ai cittadini degli altri Paesi dell'ex Unione Sovietica: "Guardateci, tutto è possibile!"

Volodymyr Zelenskiy

Un giovane attore comico senza esperienza politica è il nuovo Presidente di uno dei più "caldi" scenari di conflitto d'Europa: Volodymyr Zelensky è il nuovo presidente dell'Ucraina in quella che è la prima transizione di potere dopo la rivoluzione di piazza Maidan del 2014. 

In un clima da "Truman show" Zelenskysi, fino a ieri noto attore comico nel paese post Sovietico, si è imposto sull'avversario e presidente ucraino uscente Petro Poroshenko conquistando il 73,09 % delle preferenze al secondo turno delle presidenziali, risultando vincitore in quasi tutte le regioni del paese.

Poroshenko ha chiamato il suo avversario per congratularsi con lui sottolineando come, anche in condizioni di guerra, l'Ucraina sia riuscita a conservare la democrazia.

Zelensky si è rivolto ai cittadini degli altri Paesi dell'ex Unione Sovietica: "Guardateci, tutto è possibile!". Poi parlando ai suoi sostenitori ha fatto riferimento alla guerra nella regione indipendentista del Donbass."Il nostro primo obiettivo è la liberazione dei nostri prigionieri"

Zelensky propone un nuovo approccio, per recuperare la fiducia dei civili che vivono nelle regioni indipendentiste e con un dialogo diretto con Putin.

La genesi della crisi tra Russia e Ucraina

La Crimea dal 1954 faceva parte dell’Ucraina ed è stata annessa dalla Russia tra febbraio e marzo 2014, subito dopo la Rivoluzione ucraina che aveva cacciato il presidente filo-russo Viktor Yanukovich.

A scatenare le proteste, in origine, era stata la decisione di Yanukovich di interrompere i negoziati in corso con la Ue che stavano portando Kiev ad avvicinarsi a Bruxelles. Il 27 febbraio truppe russe presero il controllo del Parlamento della Crimea e dei siti strategici della penisola, consentendo la nascita di un’amministrazione filo-russa della regione guidata da Sergey Valeryevich Aksyonov.

Il 16 marzo, mentre la Crimea era dunque occupata, si è tenuto un referendum dove i “sì all'annessione” hanno vinto con quasi il 97% dei voti. Al di là della posizione del Cremlino che considera alcuni territori storicamente ucraini due nuove province all’interno della Federazione Russa, diverse organizzazioni internazionali hanno condannato l’annessione della Crimea. Ricordiamo che proprio da qui nascono le famose sanzioni verso la Russia, contestate dalla Lega, e che tanto pesano anche sull'economia italiana

La Crimea non è infatti il solo terreno di scontro di una guerra che ha fatto migliaia di morti. Il 6 aprile 2014 1.000-2.000 persone si riunirono in una manifestazione a Donec'k per chiedere uno stato di referendum simile a quello svoltosi in Crimea a marzo. Poiché queste richieste non furono soddisfatte, gli attivisti proclamarono la Repubblica Popolare di Doneck (DPR). 

La Guerra del Donbass

Negli stessi giorni disordini scoppiarono parimenti nella citta di Luhans'k. In risposta all'ampliamento dei disordini, il presidente ucraino  Oleksandr Turčynov lanciò una grande operazione "anti-terrorismo" contro i movimenti separatisti nell'Oblast' di Donec'k.

Il 2 maggio a Odessa si verificò uno degli episodi più cruenti quando un gruppo di manifestanti filo-russi morirono arsi vivi nel rogo di un edificio in cui si erano rifugiati in fuga da una folla di ultras calcistici e nazionalisti ucraini, armati di bastoni e bombe molotov: i morti civili furono 48.

Nell'intesificazione degli scontri rimasero vittime anche i passeggeri del volo della Malaysia Airlines MH17 abbattuto mentre sorvolava la zona di guerra il 17 luglio 2014. Dopo giorni di colloqui di pace a Minsk sotto gli auspici dell'OSCE, nel febbraio 2015 Ucraina e Russia avevano raggiunto una tregua in cui il presidente ucraino Porošenko concesso alle Oblast' di Donec'k e di Luhans'k maggiore autonomia e l'uso della lingua russa. Tuttavia il cessate il fuoco fu rotto più volte. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, l'arbitro del diritto internazionale umanitario per le Nazioni Unite, ha descritto gli eventi nella regione del Donbass come un "conflitto armato non internazionale": il numero di sfollati provenienti dal Donbass all'interno dell'Ucraina ha raggiunto le 260.000 persone, il numero di rifugiati che sono fuggiti dal Donbass verso la Russia è salito a 814.000. La stima delle vittima ha superato da molti mesi il conto dei 4mila morti. 

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