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Mercoledì, 19 Giugno 2024
PRESIDENZIALI USA / Stati Uniti d'America

Obama-Romney, è sfida all'ultimo voto

Chiusa la campagna dei due candidati, con la caccia ai voti preziosi negli Stati chiave: la parola passa agli elettori. E a Dixville Notch, il primo comune a votare, è pareggio

E' arrivato il gran giorno. Chi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti? La parola passa agli elettori, chiamati oggi a votare per scegliere chi tra il presidente uscente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni.

IL PRIMO VOTO VA A OBAMA, MA E' PAREGGIO CON ROMNEY - Ma c'è già un primo risultato che, nel suo piccolo, è storico. A Dixville Notch, mitico comune della Contea di Coos nel New Hampshire, il primo ad aprire e chiudere i seggi nell'election day statunitense, Barack Obama e Mitt Romney sono in parità, per la prima volta nella storia. Alla mezzanotte locale, le 6 in Italia, Tanner Tillotson, il primo di 200 milioni di elettori chiamati alle urne, ha deposto la sua scheda nella storica urna di legno: "Ho votato per Barack Obama", ha dichiarato il 24enne. Ma alla fine cinque voti sono andati al presidente democratico uscente, altri cinque allo sfidante repubblicano. "Non è mai successo qui, abbiamo la parità", ha dichiarato lo scrutatore nell'annunciare i risultati. Sarà un segno premonitore? Questo piccolo villaggio isolato, ad appena una trentina di chilometri dal confine canadese sulle montagne degli Appalachi, è dal 1960 il primo ad aprire i seggi. Ad eccezione del 2008, quando ha trionfato Obama, a Dixville hanno sempre vinto i candidati repubblicani.

OBAMA A CHICAGO, ROMNEY IN OHIO - Obama, intanto, seguirà l'election day dalla sua Chicago, Romney ha deciso ieri di cambiare programma, dichiarando che visiterà oggi gli "swing state" Ohio e Pennsylvania per cercare di recuperare gli ultimi voti più preziosi. Il cambio di rotta annunciato dai membri del suo team, secondo gli osservatori, rappresenta l'ultimo tentativo del candidato repubblicano per modificare l'opinione degli elettori, che secondo gli ultimi sondaggi si stanno riavvicinando al presidente americano. E la scelta degli Stati da visitare non è affatto casuale. In Ohio, infatti, la battaglia si gioca fino all'ultima scheda, perché i suoi 18 voti elettorali sono necessari a Romney per battere il presidente. Stando al sondaggio finale prima delle elezioni curato dall'Università di Cincinnati, Obama è in vantaggio nello Stato con il 50 per cento delle preferenze, contro il 48,5 per cento di Romney. Ieri mattina Obama è stato a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si è spostato a Columbus, in Ohio, prima di tornare a Chicago. Romney, nel frattempo, ha visitato la Florida, con un comizio all'aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando e nella fascia centrale dove risiede gran parte degli elettori indecisi, per poi spostarsi in Virginia, in Ohio e infine a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura.

TESTA A TESTA NEGLI "SWING STATE" - La sfida è sul filo del rasoio anche a livello nazionale. Quasi tutti i sondaggi, tuttavia, prevedono che vincerà Obama. Il testa a testa è evidente soprattutto negli swing state, ovvero gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, dove i candidati hanno concentrato gli ultimi sforzi di campagna elettorale.

I SONDAGGI DI IERI - I sondaggi di ieri parlavano chiaro: nella corsa alla Casa Bianca, Barack Obama guadagna terreno sul fronte del numero dei grandi elettori necessario per la vittoria finale. In base alla media di tutti i sondaggi elaborata dal sito specializzato RealClearPolitics.com, il presidente americano del partito democratico ne avrebbe in tasca 303, 68 in più del suo avversario repubblicano.
 
GLI STATI CHIAVE - Anche l'Indicatore sugli Stati chiave del New York Times (Swing State Tracker), basato su una media realizzata su diversi sondaggi nazionali e statali, vede il presidente Barack Obama in testa, ma non in Florida e North Carolina. Nel dettaglio, Obama avrebbe il 3,3% di vantaggio in Ohio, il 3% in Iowa, il 3,2% in New Hampshire, l'1,7% in Colorado, il 5% in Wisconsin, l'1,6% in Virginia e il 4% in Nevada. Romney sarebbe invece in testa dell'0,3% in Florida e del 2% in North Carolina.

I BOOKMAKER - Se però i sondaggi non danno una vittoria schiacciante al presidente uscente, i bookmaker si "schierano" più nettamente (che stimano un vantaggio di Obama di 1,3 punti percentuali) in favore del democratico, quotato a 1.16 per il secondo mandato. Sale invece a 4.75 il repubblicano, in calo nel borsino (a -4 giorni dal voto si giocava vincente a 3.30).
 

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