Sabato, 23 Ottobre 2021
Elezioni Usa 2020 / Stati Uniti d'America

Red Mirage: cosa succede se Trump si dichiara vincitore prima dei risultati delle elezioni Usa

Il piano B del tycoon: salire sul palco e dire di essere ancora il Presidente degli Stati Uniti. Anche con gli scrutini ancora in corso. Per mettere pressione in caso di controversie nei tribunali. E accusare i democratici di avergli scippato la presidenza

Un “gioco di prestigio”, un trucco. L'ultimo modo per provare a rimanere alla Casa Bianca anche senza averne il diritto. L'unico modo per provare a trasferire le elezioni Usa dalle urne alle aule di tribunale. Per mesi se necessario. È questa la strategia di Donald Trump, l'ultima mossa nel caso in cui i sondaggi dovessero essere veritieri e Joe Biden riuscisse a strappargli la poltrona nello studio ovale. Il presidente uscente ha intenzione di dichiarare prima la vittoria a spoglio ancora in corso e poi annunciare battaglie legali basandosi su fantomatici brogli elettorali. Il suo piano è avvantaggiato da alcuni fattori e, bando al fair play, sembra assolutamente intenzionato a sfruttarlo. Il fattore fondamentale che gli permetterebbe di attuare il suo piano è dato dal voto per corrispondenza.

Il voto per posta 

Finora hanno votato quasi 100 milioni di americani per posta. Una percentuale altissima che supererà sicuramente la metà dei voti espressi. In pratica il prossimo presidente degli Stati Uniti potrebbe già essere stato scelto prima ancora dell'Election day. Al voto per posta si sono affidati una grande quantità di elettori democratici. Secondo gli esperti sono loro che hanno votato già per il loro candidato mentre i repubblicani sono stati maggiormente ritrosi anche per effetto della campagna mediatica messa in campo da Trump. Il Tycoon ha, infatti, dissuaso i suoi dal votare per corrispondenza accusando il sistema di essere soggetto a brogli da parte dei democratici.

Un'ipotesi che non trova nessuna corrispondenza nei fatti ma che serve alla narrazione di Trump per portare a compimento il suo piano. Inoltre i democratici hanno fatto ricorso maggiormente al voto per posta anche per paura del Coronavirus mentre tra le fila dei sostenitori del presidente uscente è serpeggiato anche il virus del negazionismo rispetto alla pandemia, che lo stesso Trump si è adoperato ad alimentare. I voti per corrispondenza non potranno essere scrutinati in diversi stati se non dopo la chiusura delle urne e generalmente le operazioni sono molto più lunghe e possono durare anche tre giorni. In pratica, in diversi stati, verranno scrutinati prima i voti dei sostenitori di Trump e poi quelli di Biden.

Il “red mirage” e il piano di Trump

Ed è qui che scatterebbe il blitz di Trump. Il suo obiettivo è quello di risultare in vantaggio in alcuni stati chiave come Ohio, Florida, Nord Carolina, Texas, Iowa, Arizona e Georgia. Cosa che potrebbe essere anche vera in un primo momento proprio perché il voto per corrispondenza verrà scrutinato dopo. A questo punto, forte di questo dato, il suo piano è annunciare la vittoria a urne aperte.

Semplicemente salire sul palco e dire di essere ancora il Presidente degli Stati Uniti. Sarebbe disposto a farlo anche con gli scrutini ancora in corso in modo che questo metta pressione in caso di controversie sui tribunali ma soprattutto in modo da poter accusare i democratici di brogli e di avergli scippato la presidenza. A questo punto partirebbe la battaglia legale e soprattutto d'opinione, non disdegnando anche la possibilità che i suoi sostenitori scendano in piazza per protestare contro fantomatici brogli. Trump è disposto a sfruttare quello che negli States, chiamano il “red mirage”, e in una nazione percorsa da violente tensioni sociali e allo stremo per la pandemia, non si sa quali possano essere le reali conseguenze.

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