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Domenica, 28 Novembre 2021
Election day negli Usa / Stati Uniti d'America

Il tonfo dei dem in Virginia: Biden trema mentre Trump torna in gioco

Brutta sconfitta nelle elezioni locali, la spunta il repubblicano Youngkin. New York sceglie il suo secondo sindaco afroamericano

Era una delle sfide più monitorate dell'election day negli Stati Uniti, lunga giornata di voto per il rinnovo di sindaci e governatori locali. Ma soprattutto quello della Virginia era il primo, vero test per la presidenza Biden. Un test che il numero uno della Casa Bianca ha sonoramente fallito: da dodici anni non vinceva un repubblicano, come di fatto è successo. Il manager milionaro Glenn Youngkin, 54enne moderato lontano dagli eccessi del trumpismo, è stato eletto governatore con due abbondanti punti di vantaggio, sconfiggendo il rivale democratico Terry McAuliffe. E, soprattutto, dando un sonoro schiaffo a Biden, che nelle presidenziali dell'anno scorso aveva staccato Donald Trump di ben 10 punti in questo stato tra i più liberal del Sud.

Prima bocciatura per Biden...e Trump esulta

Dunque, la prima, grande bocciatura per il presidente Usa, la cui popolarità - complice l'inflazione, la lenta ripresa economica, l'agenda legislativa bloccata e le conseguenze del disordinato ritiro dall'Afghanistan - è calata a picco al 43%, secondo un recente sondaggio di RealClearPolitics. Gli analisti concordano nel non dare giudizi affrettati: "il partito del presidente perde quasi sempre seggi alla Camera dei Rappresentanti durante le elezioni di medio termine e di solito perde terreno anche nelle elezioni per il governatore - è l'analisi di Vox - Il contesto della Virginia è essenzialmente un'elezione anticipata di medio termine. La vittoria di Youngkin non vuol dire che i democratici siano diretti verso il disastro il prossimo anno, ma è certamente coerente con uno scenario di questo tipo". Tradotto: Biden e i suoi devono rimboccarsi le maniche per non finire contro un muro.

Il primo ostacolo saranno certamente le cosiddette elezioni di medio termine, che si svolgono due anni dopo le presidenziali (dunque nel 2022) e comportano il rinnovo dell'intera Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato. Ma è soprattutto alla corsa per la Casa Bianca del 2024 che tutti guardano, con un grande interrogativo: Donald Trump si ricandiderà?

Certo è che la vittoria ha rinvigorito il tycoon, subito rapido a intestarsi il successo (malgrado il repubblicano Youngkin lo abbia tenuto a distanza di sicurezza durante i comizi): "Sembra che la campagna di Terry McAuliffe contro una certa persona di nome Trump abbia aiutato molto Glenn Youngkin! Non ha fatto altro che ripetere Trump, Trump, e ha perso!. Non sono dovuto neanche andare a fare campagna elettorale per Youngkin perché McAuliffe l'ha fatto per me," ha concluso l'ex presidente ringraziando gli "elettori del movimento Maga che sono andati a votare in massa".

New Jersey in bilico, New York sceglie il suo secondo sindaco afro

Risultato ancora in bilico, invece, nel New Jersey dove il governatore democratico, Phil Murphy, non ha ottenuto la vittoria facile che tutti i pronostici gli promettevano. Ed ora è bloccato in un testa a testa all'ultimo voto con Jack Ciattarelli, sfidante repubblicano avvantaggiato da un'affluenza record nei distretti tradizionalmente dell'Elefatino.

Restano progressisti 'malgrado tutto', infine, i newyorchesi, che non hanno esitato un attimo nella scelta del nuovo sindaco: l'ex tenente e sindacalista Eric Adams ha stracciato il repubblicano Curtis Sliwa, fondatore dei Guardian Angels, con il 70% delle preferenze. E' il secondo sindaco afroamericano della Grande Mela, 30 anni dopo David Dinkins. 

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