Mercoledì, 25 Novembre 2020

Voto Usa, i democratici si riprendono la Camera: che cosa cambia per Trump

Tutto come da previsioni nelle elezioni di metà mandato: i democratici riconquistano dopo 8 anni la maggioranza alla Camera, i repubblicani la mantengono di stretta misura al Senato

Ansa

Nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti i democratici riconquistano dopo 8 anni la maggioranza alla Camera, i repubblicani la mantengono di stretta misura al Senato (tutto come da previsioni e sondaggi delle ultime settimane): si fa in salita ora la strada per Donald Trump, il cui partito perde il controllo di uno dei due rami del Congresso a due anni alle presidenziali del 2020. In gioco nel voto di ieri c'erano i 435 seggi della Camera (dove il mandato ha durata biennale) e 35 dei 100 seggi del Senato (dove invece si resta in carica sei anni; due di questi seggi, però, saranno occupati solo per due anni perché si tratta di elezioni speciali, necessarie per le dimissioni dei senatori in carica). 

Che cosa cambia per Trump

Negli Usa una legge è approvata solo quando passa senza modifiche sia alla Camera sia al Senato: per Trump quindi si renderà necessario trattare con i dem, i quali non hanno alcuna intenzione di facilitare il suo percorso politico. E non è tutto: la Camera può avviare con un voto a maggioranza la procedura di impeachment; difficile che succeda e difficile che in ogni caso possa arrivare a termine (ci vorrebbe un voto a larghissima maggioranza anche del Senato), ma la Camera a trazione democratica potrà dare parecchi problemi alla Casa Bianca.

Analisi del voto

E' un Congresso diviso quello che esce dalle elezioni di midterm del 2018. Anche prima dell'arrivo dei risultati dalla West Coast, tradizionalmente democratica, la vittoria dei democratici è apparsa consistente, con la Cnn che prevede che alla fine il partito, che aveva bisogno di strappare 23 seggi ai repubblicani per ottenere la maggioranza, potrà arrivare ad avere un maggioranza di 35 seggi. Al Senato - dove si rinnovano 35 seggi, in maggioranza al momento dei democratici, alcuni in stati a maggioranza Gop - il partito del presidente Donald Trump sta registrando delle importanti vittorie, conquistando quattro seggi che erano dei democratici, in Indiana, Missouri, Floria e North Dakota. E confermando i seggi in Texas e Tennessee. Tra le facce nuove Ilhan Omar in Minnesota e Rashida Tlaib in Michigan, le prime donne musulmane a entrare nel Congresso, e Sharice Davids in Kansas, la prima nativa americana alla Camera.

Le candidate simbolo

Le candidate democratiche Sharice Davids e Deb Haaland hanno davvero fatto la storia. Davids, 38 anni, dal Kansas, ha studiato da avvocato ed è istruttrice di arti marziali. E' anche apertamente lesbica in uno stato tradizionalemente conservatore. Ha battuto il deputato repubblicano uscente Kevin Yoder. Haaland, 57 anni, dal New Mexico, ha battuto la repubblicana Janice Arnold-Jones e il libertario Lloyd Princeton. In lizza per il congresso e i seggi nei parlamenti statali nelle elezioni di midterm c'era un numero record di nativi americani. 

Alexandria Ocasio-Cortez ha vinto a New York diventando con i suoi 29 anni la deputata più giovane mai eletta al Congresso. Candidata con un programma basato sulla promessa di assistenza sanitaria, riforme del lavoro e della legge sull'immigrazione, ispirato a quello del'ex candidato alla Casa Bianca Bernie Sanders, il senatore del Vermont che ieri ha vinto un nuovo mandato, la giovane di origine portoricana è diventata il volto simbolo dell'onda blu progressista che ha conquistato la Camera. 

Trump: "Successo straordinario"

"Una notte di straordinari successi. Grazie a tutti!". E' quanto ha scritto Donald Trump su Twitter, nonostante la sconfitta dei repubblicani alla Camera. Una sconfitta che appare però controbilanciata dai risultati nettamente positivi del partito del presidente al Senato, con vittorie in stati dove nelle ultime settimane Trump aveva fatto un'intensa campagna elettorale. La capogruppo democratica alla Camera Usa Nancy Pelosi ha promesso di imporre "controlli e contrappesi" sull'amministrazione di Donald Trump, ma ha anche segnalato che da oggi non sarà guerra totale con i repubblicani, dopo che il suo partito ha conquistato la maggioranza alla Camera. "Oggi non si tratta solo di democratici e repubblicani. Si tratta anche del ripristino dei controlli e contrappesi costituzionali sull'amministrazione Trump" ha detto Pelosi in una conferenza stampa, dopo che i democratici hanno ripreso il controllo della Camera nelle elezioni di midterm. Ma ha proseguito affermando che "un congresso democratico lavorerà alle soluzioni che ci riuniscano, perchè ne abbiamo avuto abbastanza delle divisioni". "Il popolo americano vuole pace, vuole risultati".

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