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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Il caso / Stati Uniti d'America

Con una goccia di sangue prometteva di rivoluzionare la medicina: il "grande inganno" di Elizabeth Holmes

La 37enne fondatrice della start up tecnologica americana Theranos è stata condannata per frode e ora rischia fino a 20 anni di carcere. Un fallimento professionale, secondo la sua versione. Un inganno per il tribunale della California

Gli occhi del mondo erano su di lei: a soli 19 anni aveva fondato un'azienda tutta sua e prometteva di rivoluzionare il mondo della medicina con test diagnostici innovativi ed economici. Addio aghi: un macchinario avrebbe eseguito oltre 200 analisi da una sola goccia di sangue. Poi l'accusa di avere ingannato investitori e pazienti, quindi il processo. Dopo tre anni passati più nella aule giudiziarie che nei laboratori la 37enne Elizabeth Holmes, fondatrice della start up tecnologica americana Theranos, è stata condannata per frode da un tribunale della California. Al termine di un processo durato tre mesi, una corte di San Jose l'ha giudicata colpevole di quattro reati, per i quali rischia fino a 20 anni di carcere, l'ha assolta per altri quattro, mentre per tre reati la giuria non ha raggiunto un verdetto unanime. L'ormai ex prodigio della Silicon Valley non andrà per ora in carcere, in attesa di conoscere la sentenza.  

Da faro della medicina a imputata

Elizabeth Holmes incarna perfettamente lo spirito americano: talentuosa fin da piccola, passa dal disegnare la sua prima macchina del tempo a soli sette anni, a essere imprenditrice di successo col mito di Stev Jobs. Terrorizzata dagli aghi, si ingegna e decide di inventare una macchina che avrebbe fatto tutte le analisi partendo da una sola goccia di sangue. Lascia l’università di Stanford e fonda Real-Time Cures, poi diventata Theranos, una combinazione delle parole “terapia” e “diagnosi”. In poco tempo conquista la fiducia degli investitori attraendo ingenti capitali.

Tra i suoi sostenitori anche l'ex segretario di Stato Henry Kissinger, l'ex segretario alla difesa James Mattis, l’imprenditrice Betsy DeVos, che poi divenne segretaria all’Educazione dell’amministrazione di Donald Trump, il magnate dei media Rupert Murdoch. Nel momento di massima ascesa, l'azienda è valutata quasi 10 miliardi di dollari.

Nei laboratori viene creato Edison. Si tratta sostanzialmente di un pc, nettamente più piccolo dei macchinari tradizionali. Ogni test però fallisce. Non è mai stato in grado di effettuare da una sola goccia di sangue i 240 tipi di analisi promessi da Holmes. Fallimenti non resi noti.

Nei primi anni di attività, Theranos opera in “stealth mode”, cioè in modalità nascosta. Strategia comune nella Silicon Valley per le startup che stanno sviluppando un prodotto ad alto potenziale. Poi, nonostante gli insuccessi, passa alla pubblicità. Anche questo un cambio di passo comune: sono molte le aziende che lanciano un prodotto non ancora al 100%. Holmes diventa il volto pubblico della startup, conquista anche la copertina di Forbes. La notorietà però porta anche i media a cercare le ombre.

Nel 2015, il vento cambia. Il Wall Street Journal scava nel "castello" della giovane Holmes. Gli articoli innescano un effetto domino che porta all'apertura di un'inchiesta formale.

Per l'accusa la donna "ha scelto la frode invece del fallimento. Ha scelto di essere disonesta con gli investitori e con i pazienti. Questa scelta - ha detto il procuratore Jeffrey Schenk - non è stata solo spietata, ma criminale: il punto sono le false dichiarazioni". Holmes si è difesa sostenendo che il suo è stato un fallimento professionale, non una truffa. Il verdetto dimostra che le sue parole, stavolta, sono cadute nel vuoto.

   
 

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