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Lunedì, 24 Gennaio 2022
TUNISIA / Tunisia

Tunisia, il partito di governo Ennahda è spaccato in due

La lotta intestina al partito, che prosegue da mesi, è diventata evidente. Gannouchi rappresenta l'ala dura ed intransigente, Jebali quelal più pratica e concreta

Dopo l'omicidio del leader dell'opposizione laica Chokri Belaid, Ennahda, il partito islamico moderato che è al governo sin dalle prime elezioni libere dopo la caduta di Ben Alì, deve fronteggiare il suo momento più difficile. Il partito è spaccato in due e una scissione non è da escludere.

Hamadi Jebali, il premier, ha annunciato infatti la decisione di sciogliere il governo e di varare un esecutivo "tecnico" di unità nazionale che guidi il paese fino alle prossime elezioni politiche. Piccolo problema: nessuno all'interno di Ennahda era al corrente delle intenzioni di Jebali. Il partito si è quindi opposto a questa ipotesi. Una presa di posizione che complica il quadro politico e rischia di pesare sul caos determinatosi dopo l’omicidio, con proteste e manifestazioni in tutto il Paese. "Il primo ministro non ha consultato il suo partito", ha commentato lapidario Abdelhamid Jelass, vicepresidente di Ennahda.

La mossa di Jebali è sembrata quindi ai più soprattutto un presa di distanza da Ennahda e nello specifico dal suo leader, Rached Gannouchi, sostenitore dell'attuale formula di governo. La lotta intestina al partito, che prosegue da mesi, è diventata evidente. Gannouchi rappresenta l'ala dura ed intransigente, Jebali quelal più pratica e concreta.

Gannouchi, che è un ulema, ha cercato di legare in modo indissolubile Ennahada alla sua figura. La scelta di Ghannouchi come uomo incaricato del gestire la pacificazione e la democratizzazione della Tunisia non è stata priva di polemiche. Nonostante il suo scarso coinvolgimento negli scandali di corruzione in cui Ben Ali era implicato, non godeva di grande popolarità tra i tunisini, che lo chiamavano "Mr. Oui Oui" per la sua sudditanza all'ex raìs. L'apertura di Jebali a un governo di unità nazionale porterà inevitabilmente a una conta all'interno del partito.

Oggi intanto  l’Union Tunisienne Generale du Travail (Ugtt), il principale sindacato del Paese, ha proclamato uno sciopero generale in segno di protesta per la morte di Chokri Belaid. Anche le università tunisine restano chiuse oggi e domani. Il ministero dell’Istruzione superiore di Tunisi ha annunciato in una nota che per due giorni non si terranno corsi negli atenei e le lezioni dovrebbero riprendere regolarmente lunedì

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