Martedì, 13 Aprile 2021

Erdogan a Roma, annunciate manifestazioni contro il presidente turco

Roma si blinda in occasione della visita in Italia del presidente turco Erdogan prevista dalla serata di domenica fino a lunedì sera

Roma si blinda in vista della visita in Italia del presidente turco Erdogan, prevista dalla serata di domenica. A destare particolare attenzione nel dispositivo di sicurezza la possibilità che i movimenti antagonisti possano attuare manifestazione di dissenso contro la politica adottata da presidente Erdogan nei confronti della popolazione curda nella recente operazione ad Afrin. Proprio per tale motivo è alta l'attenzione su possibili obiettivi sensibili e cortei o manifestazioni non autorizzate che si aggiungono alle misure di sicurezza sull'allerta terrorismo che rimane a livello 2. 

Capitale blindata per la visita di Erdogan

Saranno circa 3500 gli uomini impegnati nelle bonifiche e nei controlli disposti nell'arco delle 24 ore di visita di Erdogan nella Città Eterna. Assieme al Capo di Stato attesi anche la moglie ed alcuni ministri turchi. Il dispositivo che in questi giorni si sta sviluppando a seguito di sopralluoghi e verifiche, in collaborazione con la polizia turca, mira a garantire la massima protezione del presidente turco e ad elevare ulteriormente gli standard di prevenzione antiterrorismo; prioritario  è garantire eventuali forme di dissenso esclusivamente in una cornice di legalità.

Come riporta Roma Today è stata delineata un'ampia area di sicurezza denominata "Green Zone". Un'area che sarà totalmente sottratta alle pubbliche manifestazioni per le giornate di domenica e lunedì. Questa area sarà  interessata da capillari servizi di polizia, sia con funzione di osservazione che di immediato intervento in caso di iniziative non preavvisate.

La seconda guerra in Siria

Nel frattempo il presidente francese Emmanuel Macron,  in un'intervista a le Figaro, ha ammonito la Turchia che l'operazione lanciata contro le milizie curde nell'enclave curdo-siriana di Afrin non deve diventare una scusa per invadere la Siria e ha chiesto ad Ankara di coordinare le sue azioni con i propri alleati occidentali. 

"Ho subito chiesto precauzione e moderazione e ho parlato delle prime ore (di questa offensiva) della nostra preoccupazione. Se questa operazione prende una svolta (rispetto a un'azione di lotta contro una potenziale minaccia terroristica al confine turco) e diventa un'operazione di invasione, questa operazione pone un problema reale".

Il 20 gennaio la Turchia ha lanciato una massiccia azione militare contro le Unità di protezione del popolo curdo (YPG) nel cantone nord occidentale siriano di Afrin, in Siria, annunciando che le operazioni avrebbero potuto essere estese anche a Manbij e al confine con l'Iraq, una mossa che potrebbe potenzialmente portare le forze turche allo scontro con quelle dei loro alleati della NATO. 

L'operazione ha già causato centinaia di vittime anche tra la popolazione civile.

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