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Lunedì, 17 Gennaio 2022

La Turchia brucia, Erdogan attacca i social: "E' tutta colpa di Twitter, racconta bugie"

Il premier turco durante un'intervista all'emittente Haberturk, commentando i proteste che da qualche giorno agitano la Turchia, ha attaccato i social media

Twitter? Un pericolo per la società. E' quel che sostiene Recep Tayyip Erdogan. Il premier turco durante un'intervista all'emittente Haberturk, commentando le proteste che da qualche giorno agitano la Turchia, ha attaccato i social media, prendendosela in modo particolare con Twitter che permette di condividere pensieri e immagini. "Adesso c'è un pericolo chiamato Twitter - ha detto Erdogan - lì vi si possono trovare tutti i migliori esempi di bugie. Per me i social media sono il pericolo maggiore per la società".

Da venerdì migliaia di persone hanno iniziato a radunarsi per le strade della Turchia, protestando prima per l'abbattimento di 600 alberi a Gezi Parki, un giardino nel centro di Istanbul, e poi per la deriva autoritaria dell'esecutivo islamico-moderato degli ultimi due anni. Il tam tam sui social network è stato fondamentale per permettere alla folla di organizzarsi.

VIDEO: I MANIFESTANTI CONQUISTANO LA PIAZZA

Le protesta che hanno sconvolto la Turchia sono state organizzate dagli estremisti, appoggiati dall'opposizione parlamentare laica. Lo ha detto oggi il premier turco Recep Tayyip Erdogan, prima di partire per un tour del Maghreb he lo porterà lontano dalla Turchia per quattro giorni. Il premier ha tenuto la consueta conferenza stampa all'aeroporto prima della partenza. "Si tratta di scontri organizzati da gruppi di estremisti - ha detto Erdogan, visibilmente irritato, rispondendo alla domande dei giornalisti -. Non è una protesta per Gezi Parki. Non c'è una sola cosa riguardante la demolizione degli alberi. Sono proteste che sono state orchestrate. Un cittadino saggio non dovrebbe prestarsi a questo gioco. Ci sono i deputati del Chp dietro. Il Chp collabora con l'estremismo" ha detto, riferendosi al principale partito di opposizione.

VOCI DALLE PIAZZE DELLA TURCHIA

Oggi è il quarto giorno di manifestazioni contro il governo Erdogan nelle città turche, dopo la violenta repressione da parte della polizia della protesta per l'abbattimento del Gezi Park nel cuore di Istanbul.

VIDEO: LACRIMOGENI CONTRO I MANIFESTANTI

"La democrazia non è solo un voto, ma anche il diritto di esprimere pacificamente le proprie opinioni contrarie". Il presidente turco Abdullah Gul riprende il suo ruolo di mediazione tra i manifestanti e il governo di Recep Tayyip Erodgan, chiedendo alle parti di mantenere la calma. "Se ci sono obiezioni non c'è nulla di più naturale che esprimerle... in modo pacifico" si legge in una nota del presidente turco, che aggiunge "i messaggi di buona volontà sono stati ricevuti". "Tutti dovrebbero mantenere la calma. La democrazia non riguarda solo le elezioni" afferma ancora Gul.

Sabato scorso il presidente è intervenuto per fermare al violenta repressione della proteste a Gezi Parki, nel cuore di Istanbul, da parte della polizia, invitando alla "calma e alla sensibilità". Gul sabato ha chiamato il prefetto di Istanbul Hüseyin Avni Mutlu, il ministro degli Interni Muammer Guler e premier Erdogan invitando alla calma in una situazione "molto sensibile".

Fonte: Globe and Mail →
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