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Martedì, 18 Gennaio 2022
Disordini e tensioni a Parigi

Francia, il candidato presidente di estrema destra aggredito da un manifestante

Lievemente ferito a un polso Eric Zemmour, che domenica ha tenuto il suo primo comizio elettorale: tensione tra supporter e manifestanti all'esterno del palazzo dei congressi

Disordini e tafferugli in Francia in occasione del comizio elettorale di Eric Zemmour, candidato di estrema destra alle elezioni presidenziali del 2022. Poco prima dell’inizio dell’evento, organizzato a Villepinte, nella banlieu di Parigi, il candidato presidente è stato aggredito da un uomo che lo ha afferrato per il collo e ferito a un polso prima che salisse sul palco per il suo primo meeting elettorale, e secondo l’Afp è stato medicato in ospedale e dimesso con 9 giorni di prognosi.

Migliaia le persone arrivate al Palazzo delle Esposizioni di Villepinte per il comizio di Zemmour, con i partecipanti che hanno intonato la Marsigliese e cori da stadio per il candidato presidente di estrema destra. All’esterno intanto circa 2.000 manifestanti hanno partecipato a un corteo e a un presidio organizzato da una cinquantina di sindacati, partiti e associazioni contro la candidatura, invitando Zemmour “ad andarsene” perché “Parigi non è tua”

La tensione con i partecipanti al comizio è salita, e quando alcuni militanti di Sos Racisme sono riusciti a infiltrarsi all’evento è scoppiata una rissa con lanci di sedie, urla e una ragazza presa a pugni da un partecipante al comizio.

Video Twitter @AnthonyLebbos

Riportato l'ordine nella sala congressi, Zemmour è salito sul palco e ha dato il via al comizio, annunciando che il nome scelto per il partito con cui correrà per l’Eliseo (le elezioni sono fissate al 30 novembre 2022) è ‘Reconquête', 'Riconquista’: “Se vinco queste elezioni, non sarà un'altra alternanza, ma l'inizio della riconquista del Paese più bello del mondo - ha detto intorno alle 17.30 il candidato davanti alla platea, che lo acclamava e lo attendeva dalle 16 - Mi stanno alle calcagna, i miei avversari vogliono la mia morte politica, i giornalisti vogliono la mia morte sociale e i jihadisti vogliono la mia morte. Tanti errori commessi negli ultimi 40 anni dovrebbero essere corretti, in 15mila avete sfidato l'odio dei media, 15.000 francesi determinati a cambiare il corso della storia perché questo Paese ha sofferto così tanto, è stato dimenticato così tanto dai nostri leader".

"Mi accusano di essere fascista, razzista, misogino - ha aggiunto Zemmour - sono l'unico che difende le libertà, il solo a non confondere la difesa degli altri con l'odio per gli altri. Il razzismo è immaginare che quelli che non sono come noi siano inferiori: ma come potrei pensare questo proprio io che sono il piccolo ebreo berbero che viene dall'altra parte del Mediterraneo?". Quanto all'accusa di misoginia, "è la più ridicola. Sono stato circondato di donne per tutta la mia infanzia, ed è stata mia madre a insegnarmi ad amare questo Paese e a resistere a tutto pur di difenderlo".

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