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Sabato, 21 Maggio 2022
L'analisi / Russia

Tutti gli errori commessi dalla Russia nella guerra in Ucraina

Perché il conflitto non sta andando come voleva Putin? L'analisi degli esperti militari

È il 61° giorno di guerra tra Russia e Ucraina. L'offensiva russa non si è fermata nemmeno durante la festività ortodossa, nonostante l'appello di Kiev a Mosca per una "vera tregua pasquale" in modo da "aprire immediatamente un corridoio umanitario per i civili". A Mariupol sono falliti ancora una volta i corridoi umanitari organizzati dagli ucraini, mentre nei bombardamenti su Odessa sono morte almeno otto persone. Altri due bambini sono stati uccisi a Donetsk. E sono quasi 5,2 milioni i profughi ucraini che hanno lasciato il paese dal 24 febbraio, data dell'invasione russa.

Vladimir Putin voleva conquistare l'Ucraina in una manciata di giorni, ma una serie di errori e un'inaspettata resistenza hanno stravolto i suoi piani. Perché il conflitto non sta andando come voleva lo zar? Le forze armate di Mosca hanno commesso degli errori che hanno sorpreso anche gli analisti militari occidentali: da un'offensiva iniziale su più fronti senza il raggiungimento della superiorità aerea, alle colonne corazzate senza sostegno e vulnerabili alle imboscate, alla mancanza di coordinamento, fino alla sottovalutazione della resistenza ucraina.

Gli errori della Russia in Ucraina secondo gli analisti

Gli analisti concordano sul fatto che l'obiettivo iniziale del presidente russo Vladimir Putin fosse una guerra lampo che portasse a una rapida deposizione del governo di Volodymyr Zelensky: le forze messe in campo, però, non erano state calibrate per affrontare una forte resistenza come quella opposta dagli ucraini. Perché l'intelligence ha commesso questi errori di calcolo? "I leader politici russi hanno imposto al comando militare uno scenario assolutamente assurdo, secondo il quale tutto sarebbe accaduto come durante l'annessione della Crimea nel 2014. Pretendevano che l'esercito russo venisse accolto come liberatore in tutta l'Ucraina, tranne che nei territori occidentali. È chiaro che il comando militare russo non era pronto per tale resistenza da parte degli ucraini", ha spiegato l'esperto militare russo Alexandre Khramchikhine.

"I russi hanno completamente sottovalutato i rapporti di forze", ha detto anche Vincent Tourret della Foundation for strategic research (Frs). "L'unica parte dell'operazione che era intesa come operazione di guerra - ha aggiunto - è stata l'assalto all'aeroporto di Hostomel di Kiev e il tentativo di decapitare il governo ucraino. Le altre truppe russe sono entrate nel paese come se stessero per impossessarsene, con un altissimo numero di bersagli che le ha disperse completamente sul territorio". Lo scorso 24 febbraio, la Russia ha dato il via all'offensiva su tre fronti simultanei, spargendo i suoi 150mila soldati a nord verso la capitale Kiev, a est e a sud. Le truppe di terra si sono mosse senza aver raggiunto il controllo dello spazio aereo, nonostante cinquecento velivoli mobilitati: questo, secondo tutti gli specialisti, è stato un grosso errore.

"La conquista della superiorità aerea è la chiave di tutto in un conflitto moderno. Avrebbero dovuto distruggere i caccia ucraini, i radar, i sistemi terra-aria, le piste di atterraggio", ha spiegato un pilota francese ad Afp. Un esempio è il tentativo di presa dell'aeroporto di Hostomel della capitale Kiev, che ha visto unità d'elite paracadutarsi senza supporto aereo, mentre lunghe colonne corazzate avanzavano prive di copertura, finendo nel mirino dei droni tattici Bayraktar turchi. A terra, poi, le manovre si sono rivelate farraginose, mostrando intoppi nella catena di comando e lacune nell'addestramento. In due mesi, secondo il blog specializzato Oryx, i russi hanno perso oltre cinquecento carri armati e più di trecento veicoli blindati.

"Questo non significa la fine dell'era dei carri armati", ha sottolineato William Alberque, esperto militare dell'Istituto internazionale di studi strategici (Iiss) di Londra. "I veicoli corazzati - ha spiegato - funzionano bene se combinati con l'artiglieria, la fanteria e il supporto aereo", aspetto assente nella prima fase della guerra in Ucraina. La catena logistica ha poi faticato a tenere il passo. Inoltre, i numerosi attacchi russi sono mancati di precisione: secondo Washington, solo il 50% degli attacchi di migliaia di proiettili ha colpito il bersaglio previsto. Al contrario, "gli ucraini erano straordinariamente preparati. Hanno organizzato una vera e propria operazione diversiva senza cercare di difendere i loro confini, nel raggio del fuoco dell'artiglieria, ma diluendo invece le loro risorse terrestri e aeree nel territorio e raggruppandosi nelle città, per complicare l'offensiva russa", ha spiegato una fonte militare europea.

Dopo aver fallito l'accerchiamento e la presa della capitale ucraina Kiev, Mosca ha deciso di cambiare strategia concentrandosi sulla conquista della regione del Donbass, che comprende le due oblast di Donetsk e Lugansk già in parte conquistate dai separatisti nel 2014. Da allora "si assiste a un certo consolidamento" degli sforzi militari russi, con "un comando unificato e un obiettivo più coerente", ha confermato Alberque, che prevede una dura battaglia su un terreno difficile, ricco di fiumi e foreste. "Gli ucraini hanno un vantaggio sul campo. Combatteranno una battaglia di posizione per complicare la manovra e il rifornimento russi", ha commentato un alto funzionario francese, osservando però che Kiev ora dovrà fare i conti con linee di rifornimento molto allungate, perché le armi fornite da Stati Uniti ed Europa provengono da ovest.

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