Che cosa si sa finora sulle esplosioni che hanno sconvolto Beirut

Le esplosioni sono state di potenza inimmaginabile. Un giornalista: "Inferno mai visto". A provocare le esplosioni è stato un incendio in un deposito dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. L'aria è tossica: "Chi può, lasci la città"

Beirut dopo l'esplosione. Foto ANSA/ EPA/IBRAHIM DIRANI/DAR AL MUSSAWIR

Il premier libanese Hassan Diab ha chiesto l'aiuto internazionale dopo "la catastrofe" causata dalle due esplosioni avvenute ieri al porto di Beirut, che hanno causato più di cento morti, un centinaio di dispersi e 4.000 feriti (bilancio provvisorio destinato ad aggravarsi nelle prossime ore), assicurando che "i responsabili pagheranno per quanto accaduto oggi". "Questa è una catastrofe - ha detto il premier in un discorso alla nazione - lancio un appello urgente a quanti amano il Libano ad aiutarlo". Quindi ha aggiunto: "I responsabili pagheranno per quanto accaduto". 

L'esplosione è stata di potenza inimmaginabile - secondo alcuni testimoni udita fino a Cipro, a distanza di 200 chilometri - e ha portato morte e devastazione e seminato il panico in tutta Beirut e nei sobborghi. Tra gli edifici danneggiati, sotto cui ci sarebbero intrappolate ancora persone, anche il quartier generale dell'ex premier libanese Saad Hariri, l'ufficio di corrispondenza della Cnn e diverse ambasciate tra cui quelle di Russia e Kazakistan. L'Osservatorio sismologico della Giordania ha riferito che l'esplosione ha eguagliato l'energia di un terremoto di magnitudo 4.5 sulla scala Richter. 

Tre ospedali di Beirut sono stati "completamente distrutti" e altri due "parzialmente distrutti" dalle devastanti esplosioni di ieri nella capitale libanese. Lo ha confermato ad al-Jazeera Mirna Doumit, presidente dell'Ordine degli infermieri di Beirut. "Abbiamo dovuto trasferire i pazienti in altri ospedali - ha detto - Altri due ospedali sono parzialmente distrutti".

Il corrispondente di Ansa e Limes Lorenzo Trombetta vive a Beirut. La sua testimonianza.

La probabile causa della potente esplosione che ha sconvolto Beirut sarebbe stata "l'enorme quantità di nitrato di ammonio" immagazzinato nel porto della città. A dire in serata che a provocare le esplosioni è stato un incendio in un deposito nel porto di Beirut dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave, è stato anche il presidente Michel Aoun, citato dalla Bbc, dopo una riunione d'emergenza del Supremo consiglio della Difesa nel palazzo presidenziale di Baabda. E' "inaccettabile", ha scritto Aoun in un tweet, che 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio fossero tenute immagazzinate in condizioni non sicure. Un'inchiesta è in corso per appurare cosa abbia provocato l'esplosione.

Alla magistratura libanese venne notificato per sei volte che il deposito di nitrato d'ammonio al porto di Beirut era pericoloso e che i funzionari della dogana avevano chiesto di trasferire il materiale. Lo ha detto alla tv Lbci il direttore generale delle dogane libanesi, Badri Daher, secondo quanto riferisce al Arabiya, ma l'autorizzazione non venne mai concessa.

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato di aver saputo da esperti militari che a Beirut è esplosa "un qualche tipo di bomba", ma non ci sono conferme di alcun tipo. "Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo", ha spiegato Trump aggiungendo che gli Usa aiuteranno il Libano. Due funzionari statunitensi, parlando con Reuters a condizione dell'anonimato, hanno affermato che non è chiaro da dove Trump stia ricevendo tali informazioni, ma che nulla fa pensare al momento che si tratti di un attentato.

Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut: materiali pericolosi sprigionatisi nell'aria dopo le deflagrazioni "potrebbero avere effetti a lungo termine mortali".

La Farnesina, attraverso l'Unità di crisi e l'ambasciata in Libano si è attivata per prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Paese e continua a monitorare la situazione. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri. Tra le vittime c'è anche il segretario generale del partito Kataeb, Nazar Najarian. Lo riferisce l'agenzia di stato libanese Nna. Najarian si trovava nel suo ufficio quando è avvenuta l'esplosione. E' morto a seguito delle ferite riportate.

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I video della seconda esplosione, che ha fatto seguito al primo incendio, sono impressionanti.

Beirut, l'impressionante esplosione vista dal mare | Video

L'esplosione è avvenuta in un momento di fortissime tensioni in Libano, Paese travolto da una crisi economica disastrosa, con le tensioni di confine che si sono riaccese negli ultimi giorni tra Israele e le milizie filo-iraniane di Hezbollah, e la sentenza del processo, attesa venerdì, per l'uccisione nel 2005 in un attentato sul lungomare di Beirut dell'ex primo ministro Rafic Hariri e altre 21 persone.

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Beirut, il video della terrificante esplosione

Bisher noch keine hochauflösenden Bilder. Hoffentlich war das Schiff zum Unglückszeitpunkt nicht im Hafen. pic.twitter.com/CWVjQI7QLL

— Tobias Schneider (@tobiaschneider) August 4, 2020

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