Martedì, 19 Ottobre 2021
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Sale la tensione con Mosca, espulsi decine di diplomatici russi anche dall'Italia

In segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati NATO, la Farnesina ha notificato la decisione di espellere dal territorio italiano due funzionari dell'Ambasciata della Federazione Russa. Decisioni analoghe in 14 paesi europei

Via libera alle espulsioni di diplomatici russi dagli Stati Uniti e da ben 14 Paesi d'Europa. Questa la decisione di capi di Stato e di governo a seguito dell'avvelenamento con gas nervino, a Salisbury, dell'ex spia Sergej Skripal e di sua figlia. Londra ha puntato il dito contro Mosca e, dopo la stessa Gran Bretagna, diversi paesi occidentali hanno deciso espulsioni di diplomatici russi.

Secondo il presidente del Consiglio europedo Donald Tusk, sono 14 gli Stati membri della Ue ad aver preso finora il provvedimento "come seguito" di quanto deciso al vertice Ue della settimana scorsa. Tusk ha aggiunto che "altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane".

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La Farnesina ha diffuso una nota in cui si legge che "a seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica".

Skripal, la spia russa uccisa a Salisbury

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Gli Usa hanno annunciato la decisione di espellere 60 "spie" russe come reazione al caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa Sergey Skripal in Gran Bretagna, attribuito a Mosca.  Del totale, 48 russi lavorano in ambasciata e 12 alla missione russa presso le Nazioni Unite.

La decisione è stata presa a una settimana dalla telefonata tra il presidente Donald Trump e l'omologo russo, Vladimir Putin, durante la quale non era stato affrontato il caso Skripal, su cui Mosca ha negato responsabilità.

Parlando con Axios, i funzionari statunitensi hanno detto che "la porta al dialogo resta aperta" con la Russia, ma solo dopo che avrà ammesso le sue responsabilità nell'attacco. "Quando attacchi i nostri amici, affronterai serie conseguenze" ha commentato una fonte. Secondo un altro funzionario, il caso Skripal è solo l'ultimo di una lunga serie di tentativi della Russia di "indebolire la pace e la stabilità internazionale".

La mossa degli Stati Uniti fa parte di una risposta coordinata dell'Occidente all'attacco su suolo britannico. Come spiegato in una nota dalla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha ordinato l'espulsione dei funzionari d'intelligence russi e la chiusura del consolato "per via della sua vicinanza a una delle nostre basi di sottomarini e a Boeing". La nota spiega che l'azione degli Stati Uniti "si unisce a quella dei nostri partner e alleati Nato in risposta all'uso, da parte della Russia, di un'arma chimica di tipo militare sul territorio del Regno Unito, l'ultima delle sue attività destabilizzanti nel mondo".

Espulsione diplomatici, la reazione di Mosca

Mosca darà "una risposta speculare" all'espulsione di diplomatici russi decisa da 14 Paesi europei. Lo hanno riferito fonti del ministero degli Esteri russo a Ria Novosti.

L'espulsione di diplomatici russi da una maggioranza di Paesi Ue, dagli Usa e dal Canada è la continuazione sulla linea dello scontro e dell'escalation nei confronti della Russia e non aiuterà a trovare la verità nel caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa Sergey Skripal in Gran Bretagna.

Questa la prima reazione ufficiale da Mosca, espressa dal ministero degli Esteri in un comunicato, alla raffica di espulsioni di diplomatici russi annunciate oggi.

"Esprimiamo una decisa protesta in relazione alla decisione presa da una serie di Paesi membri dell'Ue e della Nato di espellere diplomatici russi - si legge nel comunicato - Consideriamo tale passo ostile e non corrispondente agli interessi di trovare le cause e i responsabili dell'incidente accaduto il 4 marzo a Salisbury", ovvero l'avvelenamento di Skripal e della figlia Yulia con un agente nervino.

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