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Lunedì, 4 Marzo 2024
Migranti

La Commissione europea approva la nuova agenda sull'immigrazione

La Commissione europea ha dato il suo via libera alla nuova agenda dell'Unione sull'immigrazione. Lo annuncia Mogherini su Twitter. Ora gli stati accoglieranno i profughi per quote. Ma non tutti sono d'accordo e spunta l'ipotesi della guerra in Libia, con aerei, navi e truppe di terra

La Commissione europea ha dato il suo via libera alla nuova agenda dell'Unione sull'immigrazione. Lo ha annunciato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini su Twitter, ringraziando il presidente Jean Claude Juncker e i colleghi Frans Timmermans e Dimitri Avramopoulos per "l'eccellente lavoro di squadra".


L’ACCOGLIENZA IN QUOTE - Le previsioni parlano di 20 mila persone da accogliere in Europa, tutti richiedenti protezione internazionale: l'Italia ne accoglierà il 9,94% ovvero meno di 2mila. Non si è ancora parlato del numero di migranti già sbarcati che dovranno essere redistribuiti tra i vari paesi ma anche in questo caso la quota italiana si aggira intorno al 11,84%. 

Non a caso la nuova agenda fissa le quote per la redistribuzione obbligatoria dei migranti per far fronte all’emergenza sbarchi dell’ultimo periodo. La ragione prima è quella di  alleggerire i paesi più interessati, a partire dall’Italia. Lo schema approvato oggi dalla Commissione come misura a breve termine dovrà passare al vaglio dei governi, e una proposta di soluzione definitiva, con quote anche per gli anni a venire, sarà presentata dalla stessa Commissione entro la fine di questo mese. "Metteremo in atto un sistema di quote. Dobbiamo essere più solidali tra di noi" spiega il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker da Twitter


Sono quattro i criteri per la redistribuzione: numero di abitanti del Paese, Pil, numero di profughi già presenti nel Paese e tasso di disoccupazione

POLEMICHE E PREOCCUPAZIONI - La questione delle quote è il nodo più difficile da sciogliere. In un editoriale pubblicato sul Times il ministro britannico dell'interno, Theresa May, ha affermato che  migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l'Europa dovrebbero essere respinti: "L'Ue dovrebbe lavorare per stabilire dei siti di accoglienza sicuri in Africa del Nord, con un programma attivo di ritorno dei migranti". Su questo punto ha risposto proprio Federica Mogherini: "Non sono d'accordo con il parere. Non un singolo rifugiato o migrante intercettato in mare sarà respinto contro la sua volontà". 

Il sistema delle quote per l'accoglienza non piace neppure alla Repubblica ceca e dalla Slovacchia. La posizione dei due governi è stata ribadita durante un vertice a cui hanno partecipato i premier Bohuslav Sobotka e Robert Fico: "Per principio respingo qualsiasi politica delle quote", ha detto lo slovacco Fico, secondo il quale ogni atteggiamento dell'Ue deve basarsi sul principio della volontarietà, rispettando le decisioni dei singoli Paesi. Fico prevede un "difficile scambio di opinioni" nell'Ue su questo tema. Per Sobotka le attuali iniziative che mirano alle quote obbligatorie costituiscono "una accelerazione forzata di tutto il processo, che potrebbe piuttosto danneggiare il dibattito sulla migrazione". L'anno scorso la Repubblica ceca ha concesso asilo a 765 persone, per la maggior parte di Ucraina, Siria e Cuba. In Slovacchia l'asilo è stato ottenuto da 175 persone.

IN LIBIA CONTRO I TRAFFICANTI - Secondo quanto pubblicato in esclusiva il Guardian, che è entrato in possesso del documento di 19 pagine, tra le opzioni ci sarebbe quella dell'impiego di forze di terra in Libia per distruggere i barconi degli scafisti, che dovrebbe essere approvato in via definitiva dai ministri degli Esteri dell’Unione europea lunedì prossimo: "Una presenza a terra potrebbe essere presa in considerazione se sarà raggiunto un accordo con le autorità competenti" sostengono i redattori del giornale inglese.

Mogherini si è affrettata a smentire la fuga di notizie: "Interventi Ue non comportano azioni di terra in Libia, non stiamo programmando alcuna operazione di questo tipo", ha dichiarato. Poi ha spiegato che i ministri degli Esteri potranno approvare le linee guida dell'operazione e indicare il centro di comando, il comandante e le linee guida. Poi il vertice dei leader Ue di giugno "potrà decidere di lanciare l'operazione". "Spero che l'Onu possa preparare e adottare la risoluzione, che possa rendere possibile rendere la nostra operazione più completa", ha detto Mogherini.

PIU' SOLDI PER FRONTEX - Tra le proposte della commissione c'è quella di triplicare le capacità e i mezzi delle operazioni congiunte di Frontex, Triton e Poseidon, nel 2015 e nel 2016: un totale di 89 milioni, comprensivo di 57 milioni per il fondo asilo, migrazione e integrazione e 5 milioni per il fondo sicurezza interna in finanziamenti di emergenza destinati agli stati membri in prima linea, mentre entro fine maggio sarà presentato il nuovo piano operativo Triton. 

Per la prima volta Bruxelles propone di attivare il sistema di emergenza previsto per aiutare gli stati membri interessati da un afflusso improvviso di migranti. Il meccanismo i cui dettagli saranno definiti entro la fine di maggio è temporaneo. A questo seguirà la proposta di un sistema permanente di ricollocazione in situazioni di emergenza di afflusso massiccio. 

LA REVISIONE DELLE NORME - Tutto il nuovo programma europeo sembra orientato a rivedere la convenzione di Dublino che stabilisce che la responsabilità dell'accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo gravi solo sul Paese di arrivo. L'idea è quella di scardinare questo principio, in mondo da evitare che siano solo i paesi del Mediterraneo (dove avvengono gli sbarchi) ad avere questo compito, in particolare l'Italia. 

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