Brasile, fuga dal penitenziario dopo la mattanza: 144 evasi

Detenuti in fuga dopo la sommossa nel penitenziario di Anísio Jobim, a Manaus, in Brasile: 56 vittime accertate, la maggior parte decapitate e altre bruciate vive o picchiate con spranghe e bastoni

Il complesso della prigione Anisio Jobim teatro della sommossa

MANAUS (Brasile) - Sono 144 i detenuti in fuga dopo la sommossa nel penitenziario di Anísio Jobim che si è trasformata in una strage con 56 vittime accertate, la maggior parte decapitate e altre bruciate vive o picchiate con spranghe e bastoni.

Intanto il ministero della Giustizia ha reso noto che gli istigatori della protesta che è sfociata nella sanguinosa sommossa saranno trasferiti in una prigione federale di massima sicurezza. La sommossa, andata avanti per 17 ore, è stata provocata da uno scontro tra detenuti di due organizzazioni criminali, il gruppo locale Fdn (Familia do Norte) e il Pcc (Primeiro Comando da Capital), con sede a San Paolo.

In tutto 184 detenuti erano riusciti a fuggire ma 40 sono stati catturati poco dopo dalla polizia, mentre per gli altri, fuggiti attraverso tunnel segreti scoperti sotto il penitenziario brasiliano, è stata lanciata una potente caccia all'uomo. La Bbc riporta la curiosa notizia di uno dei fuggitivi, Brayan Bremer, che posta le sue foto su Facebook. In una si vede l'uomo, che scontava una condanna per rapina, con il pollice alzato in segno di vittoria, insieme a un altro detenuto che la polizia sostiene di aver catturato. I post di Bremer sono diventati virali sui social in Brasile.

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Dopo le 17 ore di disordini la polizia è riuscita a ristabilire la calma e ha liberato 12 agenti che erano stati presi in ostaggio. All'interno del carcere, però, la scena che si è presentata ai soccorritori è stata definita terrificante: "Molte (vittime) sono state decapitate e tutte hanno subito molta violenza", ha spiegato il ministro della Giustizia Fontes sottolineando che la crudeltà inflitta potrebbe essere un messaggio della Familia do Norte per i rivali del Primeiro Comando da Capital.

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