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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Omicidio / Brasile

Fabio Campagnola ucciso a sangue freddo davanti al suo locale: il killer resta in carcere

Tanti parenti, amici e conoscenti si sono ritrovati e hanno sfilato nella 'Caminhada per la Paz' a Marechal Deodoro, per ricordare il 52enne italiano trucidato davanti alla gelateria

La morte violenta e assurda di Fabio Campagnola ha scosso tutti coloro che lo conoscevano, tanto in IBrasile quanto in Italia. Tanti parenti, amici e conoscenti si sono ritrovati e hanno sfilato per la 'Caminhada per la Paz' a Marechal Deodoro, nel nord del Brasile. Avevano magliette bianche e in mano palloncini dello stesso colore. Un messaggio di pace. L'iniziativa è arrivata a una settimana dall'omicidio dell'imprenditore 52enne, freddato a colpi di pistola davanti alla propria gelateria 'Il Meneghino' alla Praia do Frances. 

I volontari dell'associazione Acpf, che hanno organizzato l'appuntamento sottolineano come quello che è successo di recente sulla spiaggia abbia portato molta tristezza e dolore. Sui social commenti di chi è rimasto inevitabilmente provato dal fatto di sangue, manifestando vicinanza alla famiglia e richiesta di giustizia. Richiesta di giustizia ribadita da giorni dai Campagnola.

In carcere per l'omicidio del povero Campagnola l'ex ufficiale di polizia José Pereira da Costa - il difensore sostiene la legittima difesa - e la moglie, accusata di averlo incitato a sparare a seguito della lite sul posizionamento di un carretto per la vendita di churros (dolci tipici brasiliani) proprio davanti alla gelateria della vittima. Un diverbio degenerato in tragedia nel giro di pochi istanti. Il killer si era dato alla fuga per giorni prima di essere arrestato. L’udienza di custodia si è tenuta nel tardo pomeriggio di sabato e ora resta in carcere. La decisione è stata comunicata all’avvocato alessandrino Claudio Falleti, legale della famiglia della vittima. Il sospettato resta quindi nel carcere militare di Maceió, nonostante il suo difensore ne avesse chiesto la scarcerazione. Ora proporrà al giudice di merito istanza di revoca del fermo provvisorio ma Pereira da Costa resta comunque in custodia.

Fabio Campagnola era originario di Casale Monferrato (Alessandria), dove viveva fino a dieci anni fa. Si era reinventato imprenditore. Nella città Marechal Deodoro, 350mila abitanti nello Stato dell'Alagoas, il casalese gestiva dal 2013 la gelateria "Il Meneghino" e da tre anni era anche socio dello snack bar "Pippos snack and meals", a Ponta Verde. Dopo essere emigrato si era risposato con Ana Lucia da cui aveva avuto un figlio, di 10 anni. In Brasile lo aveva raggiunto anche il primogenito,  di 33 anni, che lavorava con lui. Lascia anche diversi parenti nel Monferrato.

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