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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Facebook

Facebook, Zuckerberg indagato dalla procura di Monaco

Secondo l'accusa l'azienda avrebbe omesso di rimuovere dal social post contenenti "istigazioni all'omicidio, minacce di violenza, negazioni dell'olocausto e altri crimini". La replica: "Accuse prive di valore"

La procura di Monaco ha indagato il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg e altri manager del social media sulla base di accuse di favoreggiamento di diverse condotte criminose, a causa della non rimozione di alcune pagine e contenuti dalla piattaforma. Lo riporta Der Spiegel, precisando che un fascicolo analogo alla procura di Amburgo sarebbe rimasto fermo per mesi dato che l'indagine esulava sua giurisdizione.

L'indagine e' stata innescata dalla denuncia di un avvocato di Wuerzburg, che accusa Facebook di aver omesso di rimuovere "istigazioni all'omicidio, minacce di violenza, negazioni dell'olocausto e altri crimini" nonostante fossero stati debitamente segnalati.

LA REPLICA DI FACEBOOK - La replica dell'azienda non si è fatta attendere: "Non commentiamo lo stato di una possibile inchiesta - scrive la società in una nota - ma possiamo dire che le accuse sono prive di valore e che non vi è stata alcuna violazione della legge tedesca da parte di Facebook o dei suoi dipendenti. Non c'è posto per l'odio su Facebook. Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner per combattere l'hate speech e promuovere il counter speech".

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