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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Colombia, fallito il processo di pace tra Farc e governo

I guerriglieri hanno annunciato la fine del cessate il fuoco unilaterale dichiarato due mesi fa perché il governo di Bogotà, accusano, rifiuta di unirsi alla tregua

E' fallito il processo di pace iniziato due mesi fa a Cuba tra le Farc e il governo colombiano. I guerriglieri hanno annunciato la fine del cessate il fuoco unilaterale dichiarato due mesi fa perché il governo di Bogotà, accusano, rifiuta di unirsi alla tregua. Fin dall’avvio - a ottobre in Norvegia - del nuovo tentativo di pace tra Bogotà e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), i guerriglieri hanno chiesto al presidente Juan Manuel Santos di aderire alla tregua. Il governo colombiano su questo tema non è arretrato di un millimetro, rifiutando "concessioni di tipo militare". Ivan Marquez, capo negoziatore delle Farc, ha detto: "Con la morte nel cuore, dobbiamo ammettere che torniamo ad una guerra che nessuno nel Paese vuole".

Il rifiuto di fare ”concessioni militari” ha una motivazione ben precisa: tra il 1998 e il 2002 durante il negoziato di pace, poi fallito, le Farc riuscirono ad approfittare della creazione di zona ‘demilitarizzata’ nella regione del Caguan, finendo per rafforzare le proprie posizioni contro Bogotà. Il presidente Santos non vuole in sostanza ripetere tale errore. Dall’inizio del negoziato di pace con il governo colombiano, le Farc avrebbero aumentato gli acquisti di armi in Ecuador, secondo il generale di brigata Fernando Proaño Daza, al comando di un contingente ecuadoriano schierato sul confine.

TANIA, LA GUERRIGLIERA OLANDESE DELLE FARC

L'annuncio della fine del cessate il fuoco non giunge a sorpresa. Il presidente Santos aveva infatti annunciato che le forze armate erano pronte a fronteggiare eventuali azioni di terrorismo, sulle quali l'intelligence aveva ricevuto informazioni. Santos ha però anche ammesso che le Farc, sebbene con qualche eccezione, hanno in termini generali rispettato la tregua unilaterale. "Fare terrorismo - aveva concluso Santos - è relativamente facile, ma è in realtà una dimostrazione di debolezza: basta prendere un ragazzo con una valigetta piena di esplosivi e metterlo vicino a una banca o a un negozio".

Il conflitto interno in Colombia dura dal 1964 e ha causato migliaia di morti e milioni di sfollati. Ivan Marquez comtinua a chiedere al governo di prendere in considerazione un accordo per giungere ad una "normalizzazione" del conflitto.  Il "patto" potrebbe abbassare il livello degli scontri, escludendo dalla guerra interna alcune zone del paese.

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