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Domenica, 23 Gennaio 2022
La speranza / Stati Uniti d'America

I farmaci per combattere il Covid: passi decisivi per il Paxlovid

La Pfizer ha annunciato progressi sulla sua efficacia. Anche Msd ne sta sviluppando uno: il Molnupiravir

Buone notizie sul Paxlovid, il nuovo farmaco messo a punto da Pfizer per contrastare le forme gravi di Covid-19. Martedì l’azienda farmaceutica statunitense ha confermato la sua efficacia annunciando di avere ottenuto risultati positivi e in scia con quanto comunicato precedentemente. Insomma il farmaco potrebbe rivelarsi fondamentale per trattare i pazienti che hanno contratto il virus. Perché è proprio questo il discrimine con i vaccini. I sieri attualmente in somministrazione nel mondo hanno lo scopo di fornire una protezione a chi si vaccina aiutando a tenere sotto controllo gli effetti della pandemia. In altre parole chi si sottopone alla somministrazione del vaccino ha meno probabilità di contrarre il virus in maniera grave e, di conseguenza, anche il numero dei ricoveri diminuisce. Come quello dei decessi.

Il farmaco, invece, viene somministrato a chi si ammala e contrae anche forme gravi. Potrebbe rivelarsi importante soprattutto nei Paesi più poveri, laddove la percentuale di vaccinati è di gran lunga più bassa e dove magari non si investe molto nella prevenzione e nei vaccini. Pfizer ha comunicato i primi risultati della sperimentazione che ha coinvolto 2.246 volontari non vaccinati e con un alto rischio di sviluppare forme gravi di COVID-19. Stando a quanto reso noto, se preso entro tre giorni dalla comparsa dei sintomi il Paxlovid sarebbe capace di ridurre il rischio di ricovero e di morte dell’89%.

Somministrato a cinque giorni dalla comparsa dai primi sintomi, la riduzione del rischio scenderebbe di poco: all’88%. Il trattamento a cui sono stati sottoposti i volontari è consistito nell’assunzione di 30 compresse in cinque giorni, tra Paxlovid e Ritonavir. Quest’ultimo è un altro farmaco antivirale sviluppato contro l’HIV che, assunto insieme al Paxlovid, consente a questo di rimanere attivo più a lungo nell’organismo. 

I risultati incoraggianti resi noti con questa seconda fase di sperimentazione potrebbero accelerare il processo di autorizzazione già avviato da Pfizer alla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia federale statunitense che si occupa di farmaci. C’è anche un altro farmaco in via di sperimentazione: si tratta del Molnupiravir, sviluppata e prodotta da MSD. In questo caso però, ai risultati positivi della prima fase della sperimentazione non si sono accompagnati gli esiti fortunati del Paxlovid. L’efficacia del Molnupiravir si è infatti attestata intorno al 30% e sarebbero anche emersi alcuni dubbi sulla sua sicurezza

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