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Venerdì, 3 Dicembre 2021
SALUTE

Allarme farmaco anti-acne: induce al suicidio?

Un medicinale della Roche e i suoi "senza etichetta", secondo associazione francese delle vittime del Roaccutane e generici (AVRG), avrebbero causato 60 suicidi

Un medicinale anti-acne avrebbe spinto al suicidio una sessantina di persone, per lo più giovani, tra Francia e in Svizzera. Il sospetto, che aleggia orma da anni, ha ripreso forza con la recente vicenda di un giovane francese di 22 anni suicidatosi a luglio a Luneville. 

La madre ha sporto denuncia contro il dermatologo che gli aveva prescritto il Roaccutane, un trattamento anti-acne, limitandosi poi a seguire gli sviluppi della terapia con prelievi di sangue.

Il ragazzo, come ricostruisce TmNews citando l'Afp, "brillante studente di lettere, si era sottoposto alla cura da gennaio a giugno, con un generico del Roaccutane, il Curacné. In poco tempo la sua condizione psicofisica era radicalmente cambiata. Questi medicinali avevano già provocato una nutrita serie di denunce tanto al gruppo farmaceutico svizzero Roche che ai fabbricanti dei generici, i laboratori Fabre e Expanscience".

La madre di Jordan è stata poi contattata da Daniel Voidey, presidente dell'associazione francese delle vittime del Roaccutane e generici (AVRG), cha ha avviato una serie di azioni in giustizia contro Roche, Fabre e Expanscience, dopo il suicidio del figlio Alexandre, avvenuto nel 2007 in circostanze simili a quelle di Jordan. "Abbiamo recensito una sessantina di suicidi in Francia e Svizzera collegati all'assunzione di questi farmaci e abbiamo raccolto 1.800 testimonianze" sui numerosi effetti collaterali, ha detto Voidey all'Afp.

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