Martedì, 16 Luglio 2024
Il trucco / Regno Unito

La truffa dei finti padri per dare il permesso di soggiorno alle immigrate irregolari

Un'inchiesta ha scoperto casi di uomini britannici che, in cambio di denaro, si sono spacciati per i genitori di bambini a cui hanno fatto così ottenere la cittadinanza, dando alle madri la residenza nella nazione

Pagati fino a 10mila sterline per fingersi i padri dei figli di donne immigrate irregolarmente e permettergli così di ottenere il permesso di soggiorno. Succede nel Regno Unito e a rivelarlo è un'indagine della Bbc che ha scoperto l'escamotage usato da diverse madri che, una volta arrivate nel Paese, cercano disperatamente di ottenere la residenza. A quanto pare, nonostante il Ministero dell'Interno cerchi di controllare il fenomeno, i casi sono diversi e riescono ad aggirare il sistema anche sfruttando social come Facebook per farsi pubblicità.

Se una donna migrante si trova irregolarmente nel Regno Unito e dà alla luce un bambino che ha però come padre un cittadino britannico (o un uomo con permesso di soggiorno) il bambino è automaticamente britannico per nascita. Questo consente poi alla madre di richiedere un visto familiare, che le darà il diritto di rimanere nel Paese e di richiedere a tempo debito la cittadinanza. È questa la truffa che avviene in diverse comunità del Regno Unito scoperta da un'inchiesta della Bbc Newsnight.

Dietro alla truffa è stato scoperto il lavoro svolto da diversi agenti che hanno il compito di reclutare uomini disposti a prestarsi all'imbroglio. Una giornalista sotto copertura, fingendosi una donna incinta che si trovava illegalmente nel Paese, è riuscita a parlare con alcuni di loro. Tra questi, un uomo che si faceva chiamare Thai, le ha detto di avere diverse persone che potevano fare da finto padre per il suo bambino e le ha offerto un "pacchetto completo" per 11mila sterline. Le ha poi presentato Andrew, l'uomo che avrebbe ricevuto un compenso di 8mila sterline; quando Thai è stato successivamente interrogato circa il suo coinvolgimento, ha negato qualsiasi illecito e ha detto che "non ne sapeva nulla".

Ana González, avvocato specializzato in immigrazione, ha definito questo sistema come un processo "incredibilmente elaborato", sottolineando che è "molto sofisticato e incredibilmente difficile da controllare". "In un certo senso è la prova di quanto siano disperate queste donne", ha poi aggiunto González. La regola per cui un bambino ottiene automaticamente la cittadinanza "serve a proteggere i bambini, non a concedere visti a donne che non hanno documenti. Non dovrebbe essere vista come una scappatoia", ha precisato l'avvocato.

Quanto all'entità del fenomeno, la Bbc non ha potuto stimarne precisamente la portata. Tuttavia, sono stati concessi 4.860 visti familiari ad "altre persone a carico" nel 2022, una categoria che include coloro che chiedono di rimanere nel Regno Unito come genitori di bambini con la cittadinanza. Dato che fornire deliberatamente dati falsi su un certificato di nascita è un reato penale, il Ministero dell'Interno ha dichiarato alla Bbc di aver adottato misure per prevenire e individuare le frodi all'immigrazione. Nello specifico, ha affermato che "un certificato di nascita da solo può non essere una prova sufficiente per dimostrare la paternità" e nei casi in cui questa debba essere stabilita, "possono essere richieste prove aggiuntive".

L'avvocato specializzato in immigrazione Harjap Bhangal ha però messo in dubbio il fatto che si stia agendo a sufficienza: "I casi sono potenzialmente migliaia e il Ministero non se ne è accorto". Bhangal ha poi affermato che questa pratica, che ormai si verifica da anni, è diffusa in diverse comunità di immigrati, tra cui quelle provenienti da India, Pakistan, Bangladesh, Nigeria e Sri Lanka.

L'inchiesta della Bbc ha inoltre scoperto che la pratica viene ampiamente pubblicizzata su alcuni gruppi Facebook vietnamiti, che sarebbero stati creati principalmente per aiutare chi cerca lavoro. Sono diversi i post in giro per il web in cui gli uomini offrono la loro paternità e le donne immigrate cercano invece dei finti padri a cui rivolgersi.

Dal canto suo, Meta, la società proprietaria di Facebook, ha affermato di non consentire "la sollecitazione di frodi sui certificati di nascita" sulla sua piattaforma, aggiungendo che continuerà a rimuovere i contenuti che violano le sue politiche.

Non sempre però va tutto liscio anche per le immigrate. Alcune donne si sono ritrovate a dover pagare per poi scoprire che il finto padre era invece un immigrato senza cittadinanza a sua volta. "Solo un giorno dopo aver ricevuto il certificato di nascita del mio bambino l'ho scoperto. Sono impazzita, perché avevo già scritto i suoi dati sul certificato di nascita e non potevo cambiarli", ha dichiarato una di loro.

Bhangal ha sostenuto che è necessaria una maggiore attenzione da parte del Ministero dell'Interno, soprattutto nel caso in cui ci si trovi a che fare con situazioni sospette. "Se un bambino dichiara di essere britannico e ha un genitore con la cittadinanza mentre l'altro non possiede un visto, questo dovrebbe essere un caso perfetto per una semplice richiesta di test del Dna". L'avvocato ha infine constatato che sono in realtà poche le persone che vengono perseguite per questo reato. "È per questo che la gente lo fa, perché non teme alcuna ripercussione", ha detto l'avvocato.

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