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Sabato, 28 Gennaio 2023
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Il mistero della famiglia scomparsa, sospetti sul figlio maggiore: "Sangue in casa"

Non si hanno più notizie dei quattro componenti della famiglia Troadec di Nantes dallo scorso 16 febbraio. Il figlio Sebastien è tutt'ora ricercato

E’ giallo in Francia sulla scomparsa di una famiglia di quattro persone a Nantes. A quasi due settimane dalla sparizione dei Troadec l’unica novità è emersa ieri, quando è stato diffuso un avviso di ricerca per il figlio Sebastien, 21 anni, ed è stata aperta un’indagine per omicidio contro ignoti ma la polizia ha invitato alla prudenza anche su questa pista.

Secondo gli inquirenti tutte le ipotesi restano aperte al momento. Nella casa dei Troadec, a Orvault (a nord di Nantes), sono state rilevate tracce di sangue che secondo l’analisi del Dna appartengono alla madre, Brigitte, al padre Pascal, entrambi 50enni e alla figlia Charlotte, 18 anni.

“I primi elementi rinvenuti fanno orientare l’inchiesta sul figlio Sebastien”, secondo quanto emerge dai documenti: il giovane, che ha sofferto di problemi psichici, “potrebbe aver messo in piedi un progetto nefasto per uccidere i membri della sua famiglia e anche se stesso”, si legge nelle carte. L’avviso emesso avverte di “procedere all’arresto dell’interessato”.

La scomparsa della famiglia è venuta alla luce dopo che la sorella di Brigitte si era allarmata per il lungo silenzio e l’inusuale mancanza di comunicazioni e aveva avvertito le autorità. Della famiglia Troadec non si hanno notizie dal 16 febbraio, secondo gli investigatori ma soltanto venerdì 24 febbraio la polizia si è recata nell’abitazione in un quartiere residenziale di Orvault, dove i Troadec, lui impiegato presso una ditta che produce insegne e lei presso l’ufficio delle imposte a Nantes, abitavano da circa 12 anni.

Nell’abitazione gli investigatori avevano trovato tracce di sangue sul telefonino di Sebastien, sull’orologio di Brigitte e anche sulle scale. Tutto lascia pensare “che sia una scena di una violenza”, ha commentato il procuratore di Nantes, Pierre Sennès.

Su Sebastien, di cui non ci sono tracce in casa e la cui auto è sparita, ci sono giudizi contrastanti: alcuni amici lo definiscono gentile, altri un bullo. Il giovane era stato condannato ai servizi sociali quando era ancora minorenne, nel 2013 per aver fatto minacce di morte sul suo blog. Le Monde scrive che Sebastien aveva postato su un forum di video game questo messaggio: “Qual è la cosa che odio di più? Il mio riflesso. Cosa mi rende triste? La mia vita”. E poi ancora su Twitter: “Se qualcuno sapesse davvero quello che mi passa per la testa penserebbe che sia pazzo e senza porale”.

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