Martedì, 22 Giugno 2021
Integralismo islamico

Isis, la Francia bombarda: raid in Siria nelle prossime settimane

I caccia francesi passeranno all’azione non appena termineranno i voli di ricognizione e ci saranno "obiettivi ben identificati" contro lo Stato islamico in Siria. Il presidente Hollande parla di un "intervento necessario"

Donne soldato contro l'Isis in Siria (Infophoto)

ROMA - Pochi giorni fa era stato il presidente François Hollande a dare il via libera ai bombardamenti che Parigi (insieme a Londra) ha scatenato per cercare di piegare il terrorismo jihadista, che in Francia ha ispirato le stragi di Charlie Hebdo e del supermercato kosher. E ora la guerra della Francia contro lo Stato islamico si estende alla Siria. 

Dopo l’avvio delle incursioni aeree in Iraq dello scorso anno, infatti, il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian ha annunciato che i raid aerei contro le postazioni dell’Isis in Siria inizieranno “nelle prossime settimane”. Intervistato dalla radio "France Inter", Le Drian ha risposto che i caccia francesi passeranno all’azione non appena termineranno i voli di ricognizione e ci saranno “obiettivi ben identificati”. Sull’eventualità di un appoggio anti-Isis al presidente siriano Bashar al Assad, il ministro ha detto che questa “non è la soluzione. Se ne deve andare al più presto possibile, in Siria serve una soluzione politica. Il nostro nemico è Daesh, Assad è il nemico del suo popolo”.

IL RAPPORTO CON ASSAD - Le parole del ministro della Difesa francese sono in linea con quelle del presidente della Repubblica che nel suo discorso semestrale all’Eliseo, nell’annunciare le incursioni aeree, aveva ribadito la posizione di Parigi rispetto al presidente siriano: “Abbiamo sempre detto che la soluzione non può passare con il mantenimento di Bashar al-Assad al potere in Siria. Bashar Al Assad ha sparato sul suo popolo, ha usato armi chimiche, è lui che ha rifiutato ogni discussione. In Siria serve una soluzione. Ma non può passare da lui”, aveva sottolineato Hollande. Ma proprio in queste ore Assad ha fatto sapere, in un’intervista ai media russi, che lascerà il potere solo se sarà la volontà del suo popolo, non sotto le pressioni dell’Occidente.

Il presidente - ha spiegato - arriva al potere grazie al consenso del popolo attraverso le elezioni, e se se ne va, se ne va su richiesta del popolo, non per il giudizio degli Usa o di Ginevra.

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