Venerdì, 30 Luglio 2021
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I leader della terra al G7 di Taormina: nasce il "nuovo ordine Mediterraneo"

Migranti, commercio internazionale e cambiamenti climatici: sono questi i tre pilastri su cui il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sta costruendo l'agenda del G7 in programma a Taormina il 26 e 27 maggio

Migranti, commercio internazionale e cambiamenti climatici: sono questi i tre pilastri su cui il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sta costruendo l'agenda del G7 in programma a Taormina il 26 e 27 maggio. Lo sforzo della presidenza italiana sarà quello di rovesciare il punto di vista sul Mediterraneo, mettendolo al centro di una nuova politica internazionale tesa alla stabilizzazione delle aree di crisi globale, a cominciare dalla Libia.

IL PROGRAMMA

LA CRONACALA DIRETTA 
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Venerdì 26 maggio alle 11.30 si terrà il cerimonia inaugurale del G7 di Taormina al Teatro Greco. Dalle 12.30 alle 17.15 la prima sessione di lavoro all'Hotel San Domenico. Alle 19 di nuovo nella cornice del Teatro Greco si terrà il Concerto dell'Orchestra Filarmonica della Scala. Alle 20 i leader del G7 si sposteranno all'Hotel Timeo dove saranno ospiti della cena offerta dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

Il programma di lavoro riprenderà sabato 27 maggio alle 8.30 all'Hotel San Domenico con una cerimonia di benvenuto ai Paesi invitati per la sessione "outreach" e alle Organizzazioni internazionali. Dalle 9.15 alle 11.15 sempre all'Hotel San Domenico si terrà una Sessione di lavoro "outreach" , al termine la foto di gruppo. II leader del G7 si chiuderanno a porte fino alle 14.30 poi alle 15 il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni stilerà davanti alla stampa le conclusioni del vertice. A seguire parleranno gli altri leader G7.

In vista dell'arrivo dei leader mondiali, la città di Taormina è stata letteralmente blindata dalle forze dell'ordine, che presidiano gli accessi con i metal detector posizionati in ogni strada d’accesso, centinaia di telecamere fisse e mobili, comprese le body cam in dotazione agli uomini in borghese.

I primo vertice di Trump e Macron

Il vertice del G7 di Taormina che segnerà l'esordio fra i Grandi di Donald Trump ed Emmanuel Macron e affronterà i principali temi della politica internazionale. La strage di adolescenti a Manchester spingerà inevitabilmente la lotta all'Isis in cima all'agenda di politica estera, ma temi portanti saranno i rischi legati alla crisi in Corea del nord, ma anche l'emergenza migranti e i dilaganti problemi legati alla cybersicurezza.

"C'e' stato un po' di strabismo, nostro e dell'Unione Europea, ma più in generale della comunita' internazionale, a non vedere con sufficiente tempestività che l'Europa doveva avere un suo sguardo verso il Sud", sono state le parole di Gentiloni all'ultima assemblea parlamentare dell'Unione del Mediterraneo. 

A Taormina, dunque, ci si concentrerà sui rapporti con l'Africa, approfondendone problemi e potenzialità al fine di tessere la tela di quello che Gentiloni chiama un "nuovo ordine Mediterraneo": l'emergere di nuove domande sociali richiede una regione più stabile e più prospera, capace di approfittare di nuovo della sua posizione geografica per promuovere lo sviluppo, è il convincimento a Palazzo Chigi.

L'obiettivo italiano, sul quale Gentiloni ha lavorato anche nel suo incontro con Trump alla Casa Bianca, resta quello di trasformare la percezione internazionale sulla Libia: da crisi locale a "fonte" di instabilità globale, con tutto quel che ne consegue in termini di coinvolgimento, diretto e indiretto, degli altri Paesi del G7.

Due dossier che sembrano provenire dal passato ma sempre strategici, sono quelli sul commercio internazionale e sui cambiamenti climatici. Temi tornati di stretta attualità dopo i decreti presidenziali di Trump in materia e sui quali la presidenza italiana spera di trovare una sorta di moratoria del G7 rispetto all'escalation dei mesi scorsi.

Il dossier sul protezionismo e il libero scambio sarà il terzo pilastro del G7. Gentiloni lo ha detto chiaramente al termine della sua visita a Pechino. Pechino è ovviamente preoccupata dalla nuova politica protezionistica di Trump, ma confida nel fatto che l'amministrazione Usa tenga ben presente che le imprese manifatturiere americane sono dominate da societa' multinazionali con stabilimenti in vari Paesi, tra cui la Cina. E una politica protezionistica nei confronti dei prodotti cinesi finirebbe inevitabilmente per danneggiarle. A Pechino stimano che se attuata la promessa elettorale di Trump di imporre dazi al 45% su prodotti cinesi, finirebbe per colpire duramente le multinazionali americane.

Sull'argomento, ha spiegato Gentiloni, "abbiamo una posizione politico-culturale, come noi la hanno diversi partner, alla quale non vogliamo rinunciare. Come padrone di casa abbiamo il dovere di lavorare per cercare se e' possibile punti di intesa mediazioni, ma che l'Italia sia a favore del libero scambio e di tutto cio' che l'apertura a livello internazionale comporta credo che sia fuori discussione oggi e lo sara' a Taormina", ha aggiunto Gentiloni. 

Cancellare la fame. La società civile si aspetta che a Taormina i capi di Stato e di governo dei 7 Paesi più industrializzati al mondo diano risposte concrete alle sfide dei nostri tempi, come la povertà, la diseguaglianza, la sostenibilità e la giustizia, la sicurezza alimentare. Questioni strettamente legate alla nuova Agenda per lo sviluppo sostenibile approvato dall'Onu: nel 2030 ci saranno 650 milioni di persone che soffriranno ancora la fame. 

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