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Lunedì, 27 Maggio 2024
GERMANIA / Germania

Germania, ebrei e musulmani uniti per difendere la circoncisione

Un tribunale di Colonia aveva condannato questa pratica. Le due comunità religiose ribattono: "è un rituale antico, fondamentale per la nostra fede"

In Germania la comunità ebraica e quella musulmana hanno unito le forze per una battaglia comune: quella per il diritto alla circoncisione. Questa pratica era stata infatti condannata alla fine di giugno da un tribunale di Colonia, che l'aveva definita una vera e propria “lesione fisica”.

Anche se la sentenza ha riguardato un caso specifico, la decisione del tribunale ha avuto delle ripercussioni su tutta la Germania, tanto da spingere l'Ordine de Medici a proibire la circoncisione in un Paese dove ogni anno centinaia di minori vengono sottoposti a questa operazione. La notizia  è ben presto uscita dai confini tedeschi, tanto da giungere all'orecchio del parlamento israeliano, che ha fermamente condannato la decisione, come ricorda la Bbc.

“Consideriamo questo come un affronto ai nostri diritti umani elementari e alla nostra libertà religiosa” hanno dichiarato i rappresentanti della comunità ebraica e di quella musulmana in un comunicato congiunto, pubblicato sul sito de Le Parisien.

“La circoncisione è un rituale antico che è fondamentale per l'esercizio della nostra fede”, scrivono i firmatari, annunciando che difenderanno “vigorosamente il loro diritto a trasmettere la loro comune tradizione”. Il testo termina con un appello “al parlamento tedesco e a tutti i partiti politici affinchè intervengano rapidamente per legiferare sulla questione”. 

Tra i numerosi firmatari vi sono anche il Centro rabbinico europeo, il sindacato turco-islamico tedesco, il Centro islamico di Bruxelles e l'Associazione ebraica europea. 

A prescindere da come finirà, il caso continuerà a far discutere. Da un lato ci sono in gioco i diritti dei minori. I giudici non hanno infatti condannato la circoncisione in quanto tale, ma il fatto che questa venga praticata su dei bambini, il cui corpo viene “modificato in maniera irrimediabile e permanente”. In questo senso, l'integrità fisica del minore è più importante del volere dei genitori

Con questa sentenza torna però in gioco il problema della convivenza tra le tradizioni religiose e le regole dello Stato. Già la Francia si era trovata in una situazione simile, con la famosa proposta volta vietare il velo alle donne nei luoghi pubblici. 

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