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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Olanda choc / Paesi Bassi

Amsterdam, un "ghetto" per i cittadini violenti e antisociali

Coloro che saranno colti in ripetute azioni ai danni della comunità - si va dalle molestie ai comportamenti offensivi nei confronti degli omosessuali - saranno tenuti a lasciare le proprie abitazioni e a risiedere temporaneamente in un container. E' polemica

Il sindaco di Amsterdam Eberhard Van der Laan, alla guida della capitale olandese da due anni e mezzo, cerca di gettare acqua sul fuoco e di ridimensionare l'importanza del progetto. Ma la sua decisione di stanziare circa un milione di euro per trasferire in un nuovo quartiere famiglie "pericolose", ritenute antisociali, non è piaciuta ai più.

Procediamo con ordine. Secondo il progetto di Van der Laan coloro che saranno colti in ripetute azioni ai danni della comunità - si va dalle molestie ai comportamenti offensivi nei confronti degli omosessuali - saranno tenuti a lasciare le proprie abitazioni e a risiedere temporaneamente in un container. C'è chi ha definito questo nuovo "ghetto" com un "villaggio dei dannati". Dal municipio di Amsterdam si difendono così: "Vogliamo difendere i nostri valori liberali. Ognuno deve poter essere ciò che si sente. E la società ha l’obbligo di proteggerlo".

Si appanna così il ruolo di Amsterdam come città simbolo in tutto il mondo di tolleranza e libertà. Non è la prima volta che il tema emerge nel dibattito pubblico olandese. Nel 2011 il leader della destra nazionalista Geert Wilders aveva proposta una simile ghettizzazione per i cittadini "indesiderati". E ndando ancora più a ritroso nel tempo, nel corso dell'Ottocento centinaia di disturbatori della pubblica quiete in Olanda erano stati letteralmente deportati nelle province di Drenthe e Overijssel. Non fu un'idea vincente: si crearono in tal modo nuovi quartieri violenti e infrequentabili.

Il comune di Amsterdam, reso in contropiede, sottlinea che la misura si rivolge a famiglie e non a singoli e chiarisce quali sono i comporatmeti che causeranno la punizione. "Non è per chi disturba il vicino tenendo troppo alto il volume dell’impianto stereo, ma per i soggetti estremamente violenti, gli autori di intimidazioni ricorrenti, casi di molestie ripetute".

I container in cui saranno confinate per qualche tempo le famiglie "antisociali" sono locali dotati di doccia e cucina, simili a quelli in passato utilizzati da studenti fuori sede. Saranno distribuiti nelle aree industriali della capitale olandese e i loro ospiti saranno controllati dalle forze dell'ordine. Gli ospiti avranno continua assistenza di personale medico specializzato e assistenti sociali e dopo un massimo di sei mesi sarà loro assegnata una nuova abitazione permanente.

Nel 2013 le prime dieci famiglie saranno trasferite nei nuovi quartieri, e in base al successo del progetto si deciderà come agire negli anni a venire. Intanto in Olanda il termine "tuigdorpen" ("villaggio della feccia") è la parola dell'anno del 2012 secondo il Van Dale, il principale dizionario del Paese. Intellettuali, giuristi ed editorialisti di tutta Europa sono pronti a rispolverare dagli scaffali l’eterno "Sorvegliare e punire" di Michel Foucault, per attaccare la sua idea di cittadella dove isolare chi ha avuto comportamenti non proprio consoni all’immagine da cartolina della capitale olandese.

L’ordine pubblico sta diventando una fissazione per il primo cittadino Van der Laan: gli agenti di polizia sono dotati di scanner e hanno da qualche mese maggiori poteri per perquisire anche solo in base al semplice sospetto. Quel che colpisce gli osservatori internazionali è che Van der Laan, che su questi temi ha posizioni vicine alla destra di Wilders, è stato eletto in quota laburista.

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