Martedì, 23 Luglio 2024
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Giappone al voto, il premier Abe scioglie il Parlamento e annuncia elezioni anticipate

Le provocazioni del leader nordcoreano Kim Jong Un hanno favorito il premier giapponese che ora scommette nell'esito delle elezioni che si terranno il 22 ottobre. Un’ex presentatrice televisiva sfida il leader dei liberaldemocratici nipponici

TOKYO (Giappone) - Shinzo Abe spariglia le carte e si gioca tutto. Il primo ministro giapponese, che gode nel parlamento nipponico di due terzi dei voti, ha deciso di tentare di capitalizzare la fase politica, caratterizzata dalle preoccupazioni per la sicurezza del paese di fronte alla minaccia nordcoreana e dalla debolezza dell’opposizione, scommettendo per elezioni anticipate.

Oggi il capo del governo di Tokyo, un conservatore con tratti nazionalisti, ha annunciato lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti (la camera bassa nel bicameralismo imperfetto nipponico) per giovedì.

“Scioglierò la Camera dei rappresentanti il 28 settembre”, ha dichiarato Abe in una conferenza stampa. Questo vuol dire che entro 40 giorni dovranno tenersi elezioni. La data data quasi per certa dai media giapponesi è il 22 ottobre.

Abe ha motivato la sua scelta di anticipare il voto con una questione economica e una di sicurezza. Entrambe confluiscono in un calderone politico che vede l’attuale capo del governo impegnato a consolidare la sua forza come leader in un momento in cui i sondaggi arridono a lui e al suo Partito liberaldemocratico (Jiminto), la formazione politica che ha governato quasi ininterrottamente il paese nel dopoguerra.

Sul fronte economico, il mandato più grosso che Abe ha detto di voler cercare di acquisire è quello di decidere la destinazione degli introiti aggiuntivi che verranno dall’aumento della tassa sui consumi, l’imposta di valore aggiunto, che dovrebbe passare dall’8 al 10 per cento a ottobre 2019. La stima attuale è che arrivino 5mila miliardi di yen (37,5 miliardi di euro), 4mila miliardi dei quali (30 miliardi di euro) dovrebbero essere destinati all’abbassamento del galoppante debito pubblico giapponese, che è attorno al 200 per cento del Pil.

Abe, invece, vuole poter predere 2mila miliardi di yen (15 miliardi di euro) all’anno per destinarli alla scuola e alla sicurezza sociale. Si tratta di proposte che hanno presa sull’elettorato come assistenza agli anziani, edicazione, sostegno ai giovani, asilo gratuito. “Procederemo – ha spiegato Abe – con un significativo investimento per risolvere le principali questioni che deve affrontare la popolazione lavoratrice in aree come il sostegno all’infanzia e l’assistenza infermieristica”.

Le provocazioni della Corea del Nord aiutano Abe

L’altro corno della questione è quello della politica estera. E, su questo, Abe ha trovato un inedito alleato: Kim Jong Un. Le provocazioni nordcoreane – il settimo test nucleare, i lanci missilistici, l’ultimo dei quali ha sorvolato il territorio giapponese costringendo milioni di cittadini a cercare un rifugio – hanno consolidato il consenso attorno a un leader e un governo che, prima di questi eventi, erano visti in difficoltà nei sondaggi. Un gratuito aiuto a un’agenda politica, quella di Abe e del Partito liberaldemocratico, che punta a modificare la Costituzione pacifista dando una maggiore importanza alle Forze di autodifesa e una maggiore flessibilità operativa ai militari giapponesi.

Abe ha già allentato i vincoli interpretativi della Costituzione e, oggi, le forze nipponiche possono essere utilizzate anche all’estero per rispondere ad attacchi ad alleati (difesa collettiva) nel caso in cui questi attacchi pongano anche un pericolo esistenziale al Giappone. Ma, di fronte alla minaccia nordcoreana e alla crescente influenza cinese soprattutto sui mari, il capo del governo giapponese vuole di più.

Il partito conservatore ampiamente avanti nei sondaggi

I sondaggi, al momento, danno il Partito liberaldemocratico ampiamente vincente. L’ultimo diffuso dalla Nhk, la tv pubblica, segnala il Jiminto al 40,8 per cento, con il principale partito d’opposizione – Partito democratico (Minshuto) – attorno all’8 per cento. Ma ciò non toglie che la scommessa di Abe presenti delle incognite.

Seiji Maehara, il nuovo ed ennesimo capo politico dei democratici, ha protestato vivamente nei giorni scorsi per la scelta di Abe di procedere a tappe forzate con le elezioni anticipate, impedendo così di tenere la Sessione straordinaria della Dieta nella quale l’opposizione avrebbe sollevato la questione relativa agli scandali sugli aiuti ottenuti delle scuole private Kake Gakuen e Moritomo Gakuen. Vicende che hanno lambito la stessa figura di Abe.

Ma questa è soprattutto una tattica dilatoria, che nasconde una difficoltà dell’opposizione nel perseguire la strada del fronte comune anti-Abe. Un’alleanza che vada dai centristi al Partito comunista è stata già testata alle scorse amministrative di luglio. Maehara, però, è diventato leader del Minshuto il primo di questo mese e ha chiarito le sue perplessità nel dare seguito ai rapporti con i comunisti.

La governatrice di Tokyo fonda un nuovo partito

La popolare governatrice di Tokyo Yuriko Koike, un’ex presentatrice televisiva che ha conquistato la capitale contro il volere del suo partito di allora, appunto i liberaldemocratici e Abe in primis, ha oggi annunciato la fondazione del “Kibo no to”, il “Partito della speranza”.

Nel voto amministrativo, Koike ha ottenuto col suo partito regionale (il cui nome ricorda lo slogan di Donald Trump “America First”, perché è “Tomin First no kai” cioè “Prima i tokyesi”) un risultato importante andando a pescare soprattutto nel bacino elettorale liberaldemocratico. Per ora Koike ha detto che è “presto” per discutere eventuali alleanze. Per ora.

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