Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Dal salario minimo al sovranismo: cosa vogliono davvero i gilet gialli

Il movimento nato in Francia coniuga i desideri e le ambizioni di gran parte del popolo legastellato. Non a caso Beppe Grillo guarda già al di là delle Alpi per rilanciare i 5 Stelle: "I grandi temi dei gilet gialli sono i nostri"

A Parigi ieri è sceso in piazza il movimento dei gilet gialli. Ci sono state scene di vera e propra guerriglia, con auto bruciate e danni. Le forze dell'ordine hanno fermato 1.723 persone in tutta la Francia, 1.220 sono state trattenute in custodia. Ma le previsioni catastrofiche della vigilia sono state smentite. Secondo i media locali, i feriti sarebbero 264, compresi 39 agenti. Le proteste però non sembrano sopite e il movimento è più vivo che mai. La protesta, com'è noto, è stata innescata dall'aumento - poi sospeso - del prezzo del gasolio deciso dal governo francese. 

In realtà i gilet gialli non si limitano a protestare per il caro carburanti. Federico Fubini scrive sul Corriere che il movimento è "un ibrido fra un programma elettorale della Lega più uno del Movimento 5 Stelle, ma con gli steroidi". Tanto per cominciare i gilet gialli vogliono le dimissioni del presidente Macron, ma il loro programma è molto più ampio. In rete gira da giorni un manifesto di 25 punti: tra questi c'è la richiesta di uscire dall'Ue "per riconquistare la sovranità politica, monetaria e economica e il diritto di battere moneta", la lotta ai flussi migratori, l'attacco alle grandi banche, la richiesta di referendum popolari per restituire il potere al popolo, stipendi più alti e meno tasse.

Tra gli altri punti, l'aumento del 40% di salario orario e pensioni minime; la richiesta di favorire i piccoli commercianti con la fine della costruzione dei grandi centri commerciali; l'introduzione di una nuova legge costituzionale che non consenta allo Stato di prelevare più del 25% della ricchezza dei cittadini. Tra le richieste c'è anche lo stop alle privatizzazioni per autostrade, aeroporti, parcheggi e ferrovie, ritiro degli autovelox, fine dei finanziamenti pubblici ai giornali

Insomma, un movimento che coniuga i desideri e le ambizioni di gran parte del popolo legastellato.

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Grillo: "I loro temi sono i nostri"

E non è un caso che oggi sul Fatto Quotidiano Beppe Grillo abbia detto che "i grandi temi dei gilet gialli sono i nostri".

''Dobbiamo rimettere al centro l'ambiente, il clima, i grandi temi". "I gilet gialli - ha detto Grillo - hanno venti punti di programma, non parlano solo di tasse, vogliono il reddito di cittadinanza, pensioni più alte... tutti temi che abbiamo lanciato noi, ma sui giornali finiscono per aver contestato le tasse sulla benzina, cioè l'unica cosa giusta che ha fatto Macron''.

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Il movimento dei gilet gialli è comunque molto eterogeneo al suo interno. Sul Manifesto l’antropologo Alain Bertho ha spiegato che quello dei gilet gialli è "un fenomeno più radicato in alcuni settori sociali e in alcune zone del paese, ma che aggrega persone che provengono da ambiti politici e ideologici tra loro molto differenti a partire da due tipi di rivendicazioni, o se si vuole di slogan".

"Da un lato le tasse, la questione della tassazione eccessiva presente in Francia che cela però in realtà al suo interno il tema della giustizia sociale, dell’esplosione delle diseguaglianze. Dall’altro, il fatto di negare ogni sorta di mediazione, l’indisponibilità a concedere a qualcuno la rappresentanza dei propri interessi, anche in vista di possibili nuove elezioni, o anche il semplice fatto di parlare a nome di che partecipa alla mobilitazione stessa".

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