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Lunedì, 20 Maggio 2024
Un anno di guerra / Ucraina

Giorgia Meloni oggi a Kiev: così l'Italia aiuterà l'Ucraina

Il governo ribadirà al presidente Zelensky, ma anche agli alleati, il totale e incondizionato appoggio. Confermerà, in sintesi, gli impegni assunti sul fronte dei nuovi invii di armi ma anche sulla ricostruzione del paese. Da Roma generatori elettrici per 3 milioni di ucraini

Orari e programma dettagliato della missione sono stati a lungo top secret. Oggi è il giorno della visita, a lungo rinviata, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Kiev, a tre giorni dall'anniversario dell'invasione russa. La trasferta arriva 24 ore dopo la visita a sorpresa di Joe Biden ieri nella capitale ucraina e con il quale la premier si è incrociata solo a distanza. Alle 2 del mattino il treno con la delegazione italiana diretta a Kiev ha superato il confine ed è entrato in territorio ucraino.

Sarà Bucha la prima tappa in Ucraina di Meloni. La premier sarà questa mattina nella cittadina diventata triste simbolo della guerra: lì a marzo 2022 i russi che cercavano di aprirsi la strada verso Kiev uccisero circa 400 persone. Poi tappa anche a Irpin, sobborgo di Kiev distrutto dai bombardamenti. Nel pomeriggio, l'incontro con il presidente Volodymyr Zelensky. Meloni sta per arrivare nella capitale dopo un viaggio di circa 10 ore partito intorno alle una di notte dalla stazione polacca di Przemysl. Il treno è lo stesso usato ieri dal presidente Usa Joe Biden e infatti è partito in ritardo rispetto all'orario previsto. Meloni e Biden si sono "incrociati" a distanza ieri sera alla base miliare di Rzeszow, non si sono visti (non era previsto) ma si sono sentiti telefonicamente. Sul treno la premier ha preso posto nella prima carrozza insieme allo staff. Il treno blu, orgoglio delle ferrovie ucraine, ha percorso i circa 700 chilometri per arrivare nella capitale, con sosta alla frontiera, per il controllo passaporti, e a Leopoli.

Meloni a Kiev da Zelensky

Il treno che da Varsavia porta a Kiev la premier arriverà in mattinata nella capitale ucraina. Il governo italiano ribadirà oggi a Zelensky, ma anche agli alleati, il totale e incondizionato appoggio di Roma alla causa Ucraina. Confermerà, in sintesi, gli impegni assunti sul fronte dei nuovi invii di armi, a partire dal sistema antimissile e antiaereo Samp-T realizzato assieme alla Francia, ma anche sulla ricostruzione.

La visita è un passaggio simbolico importante, anche alla luce delle parole del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che hanno creato qualche apprensione a Kiev. "Sono molto grato all'Italia per la scelta di mandarci armi sia per la difesa antiaerea che per le artiglierie. Per noi è fondamentale non perdere il sostegno italiano e di nessun altro Paese", ha detto ieri il leader ucraino in un'intervista. Zelensky si è detto anche "fiducioso" che "Giorgia", da "donna forte" qual è, possa "tenere compatto il suo governo".

Una garanzia che Meloni darà senza riserve, assicurando il sostegno pieno del governo italiano, come già fatto ieri pomeriggio a Varsavia nell'incontro avuto con il premier polacco Mateusz Morawiecki. "L'Italia - ha ribadito - è stata da subito decisa a sostegno dell'Ucraina, fin dall'inizio dell'invasione, ci siamo stati con il sostegno finanziario, militare, umanitario, civile: a 360 gradi l'Ucraina sa di poter contare su di noi. L'Ucraina può contare sull'Italia perché ci siamo stati e ci saremo".

Allo stesso modo può "contare sull'Italia" anche la Polonia, che è "il confine morale e materiale dell'Occidente, una nazione a cui come europei dobbiamo dire grazie". Sul piano pratico, l'Italia, insieme alla Francia, manderà a Kiev i sistemi antimissile Samp-T. Ma Zelensky, in vista della probabile nuova offensiva di Mosca, potrebbe tornare a chiedere anche l'invio di caccia. Un impegno non semplice da assumere su cui però, Meloni, a Bruxelles non aveva chiuso la porta, dicendo che "noi ci siamo e non dico altro". La presidente del Consiglio dirà anche che l'Italia resterà a fianco di Kiev anche una volta terminato il conflitto. "Meloni - ha spiegato ieri a Bruxelles il ministro degli Esteri Antonio Tajani - riferirà a Zelensky della voglia dell'Italia di essere protagonista della ricostruzione di questo paese, che sarà parte del mercato interno dell'Unione europea".

C'è stato già, due settimane fa, un primo incontro tra  Zelensky e Meloni: è avvenuto il 9 febbraio scorso a Bruxelles in occasione del Consiglio europeo. Fu però un colloquio di pochi minuti, quasi improvvisato, che parve ai più soprattutto un modo per compensare in minima parte l'esclusione di Meloni dalla cena del giorno prima all'Eliseo del leader ucraino con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

La visita odierna della presidente del Consiglio si sviluppa in un contesto molto differente dal viaggio di Mario Draghi a Kiev. L'ex premier viaggiò infatti con Macron e Scholz, nello stesso vagone, e quello scatto che li immortalava fianco a fianco sul treno divenne il simbolo dell'Europa che stava con l'Ucraina senza tentennamenti. Meloni oggi viaggia da sola.

Biden a Kiev, Wang a Pechino: il mondo spaccato a metà

L'Italia invia a Kiev generatori elettrici per tre milioni di persone

Il gruppo di lavoro "emergenza elettrica Ucraina", voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e coordinato dai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, ha predisposto l'invio di materiale elettrico in Ucraina in questi giorni per un valore di diversi milioni di euro.

Questa iniziativa, spiega Palazzo Chigi, è nata con lo scopo di sostenere l'Ucraina sullo specifico tema della sofferenza elettrica patita dalla popolazione a seguito del conflitto in corso e delle gravi distruzioni alle infrastrutture provocate dai bombardamenti. Stanno dunque partendo per l'Ucraina da circa 10 giorni, grazie anche all'attività logistica messa a punto dalla Protezione Civile che utilizzerà per la spedizione specifici corridoi internazionali, ingenti quantità di apparecchiature (trasformatori e gruppi elettrogeni di diversa taglia, cavi elettrici e accessori) che saranno al più presto a disposizione del Governo di Kyiv per cercare di ripristinare una stabile fornitura di energia. La popolazione potenzialmente interessata da questa operazione è assimilabile a circa 3 milioni di persone.

Questo invio è solo la prima parte di un lavoro che proseguirà. Il Tavolo insediato a Palazzo Chigi continuerà a monitorare infatti le esigenze della popolazione e a valutare il modo migliore per far giungere concreti ulteriori aiuti.

Il viaggio di Biden a Kiev tenuto segreto fino all'ultimo

Il viaggio di Biden a Kiev è stato mantenuto segreto fino all'ultimo, per evitare rischi al presidente degli Stati Uniti, recatosi in una zona di guerra in cui Washington non è in grado di controllare lo spazio aereo: la Cnn ha ricostruito le modalità attraverso cui la Casa Bianca ha nascosto la prospettiva del viaggio fino all'ultimo minuto, non soltanto alla stampa e al pubblico, ma perfino alla grande maggioranza di coloro che lavorano col presidente.

Solo un "piccolo circolo" di funzionari era al corrente del planning, oltretutto incerto fino a pochissimi giorni fa: Biden ha dato il suo via libera soltanto venerdì in serata dopo una riunione nell'Ufficio Ovale della Casa Bianca. Prima delle immagini del presidente a fianco di Volodymyr Zelensky a Kiev, l'ultima apparizione pubblica di Biden era stata in un ristorante di Washington sabato sera in compagnia della moglie.

Domenica, nessuna informazione era stata fornita ai media dell'assenza del presidente della capitale americana, e in un'intervista televisiva il suo portavoce per la sicurezza nazionale John Kirby aveva ancora negato qualsiasi possibilità di una visita in Ucraina. "Non ci sono piani di entrare in Ucraina in questo viaggio". E ancora domenica sera, l'agenda ufficiale del presidente diffusa dalla Casa Bianca indicava la sua partenza per la Polonia da Washington per le 7 di lunedì 20 febbraio.

A quell'ora Biden era già a bordo di un inusuale C-32 dell'Air Force, non l'Air Force 1, decollato da Joint Base Andrews, con pochissimi collaboratori, qualcuno del Secret Service e un solo giornalista e un solo fotografo al seguito. Una breve sosta in Germania per fare rifornimento, poi l'atterraggio a Rzeszow, vicino al confine con l'Ucraina, con la zona di guerra. Da qui, 10 ore su un treno blindato fino a Kiev.

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