Giovedì, 24 Giugno 2021
Immigrazione / Ungheria

Parla la giornalista dello sgambetto ai migranti: "Ero in preda al panico"

Il mea culpa di Petra Laszlo: "Non mi riconosco, avevo paura. Sono pentita per quello che ho fatto e me ne assumo le responsabilità". La giornalista è stata licenziata e ora è indagata dalle autorità

UNGHERIA - "Se rivedo quelle immagini, è come se guardassi un'altra persona, non mi riconosco. Sono onestamente pentita per quello che ho fatto e me ne assumo la responsabilità": così il mea culpa della camerawoman ungherese diventata famosa in tutto il mondo per un video in cui la si vede fare lo sgambetto a un migrante con un bimbo in braccio e dare un calcio a una ragazzina. Petra Laszlo, che è stata licenziata sulla scia dello sdegno globale scatenato da quelle immagini, ha scritto una lettera al quotidiano Magyar Nemzet per tentare di spiegarsi. 

Sono stata presa dal panico, non sono una persona spietata, non sono un operatore televisivo razzista che prende a calci i bambini.

LICENZIATA E INDAGATA - Oltre ad aver perso il suo posto al canale tv digitale N1TV (vicina al partito di estrema destra), Petra Laszlo rischia una condanna penale per attentato all'ordine pubblico e alla pace. E' stata fermata, interrogata ieri dalla polizia e poi rilasciata.

"SONO SOTTO SCHOCK" - "Solo ora mi sto riprendendo e sono riuscita a scrivere. Mi trovo in uno stato di shock perchè so cosa ho fatto e cosa mi hanno fatto", si legge nella lettera, "stavo registrando con la telecamera quando centinaia di migranti hanno rotto il cordone della polizia e uno di loro mi è venuto addosso e io sono andata in panico" ha scritto Laszlo. "Avevo paura mentre li vedevo arrivare verso di me e allora qualcosa è scattato nella mia testa, con la telecamera in uso non riuscivo a vedere chi mi veniva incontro e il mio unico pensiero era che sarei stata attaccata e mi dovevo difendere". E infine: "come madre, sono particolarmente dispiaciuta che un bambino mi sia venuto incontro e io non sono stata in grado di realizzarlo. Quando sei preso dal panico non è facile decidere nel modo giusto".

LE CRITICHE - La pagina Facebook "Muro della vergogna" (con riferimento alla barriera anti-immigrati che l'Ungheria sta costruendo) che ha pubblicato video e commenti sulla vicenda, oggi aveva superato i 35mila like. "Sei una vergogna per la tua categoria professionale", il commento più frequente.

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