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Martedì, 25 Giugno 2024
Yemen

Yemen, ostaggio americano morto in un raid per salvarlo

A perdere la vita il giornalista Luke Somers, rapito più di un anno fa in Yemen da Al Qaeda. Il fotoreporter sarebbe rimasto ucciso in un raid Usa per liberarlo: ma la Casa bianca respinge le responsabilità

ROMA - Ha resistito oltre un anno in mano ai terroristi di Al Qaeda. E' morto sabato mattina per mano, a quanto pare, dei soldati suoi connazionali. E' mistero sulla morte del giornalista americano Luke Somers, ucciso questa mattina nel corso di un raid aereo con i droni delle forze usa e yemenite - anche se la Casa bianca smentisce - per tentare di liberarlo. La prima a denunciare l'accaduto è stata la sorella del giornalista, rapito da Al Qaeda in Yemen oltre un anno fa. 

Il giornalista è stato ucciso a poche ore dallo scadere dell'ultimatum lanciato giovedì dai suoi carcerieri. "La mia vita è in pericolo, aiutatemi", aveva detto in un drammatico appello il fotoreporter in un video pubblicato dall'Aqap, il ramo yemenita-saudita di Al Qaeda. Nelle stesse immagini si vedevano i suoi sequestratori lanciare un ultimatum al presidente americano, Barack Obama: "tre giorni" per soddisfare le richieste del gruppo, poi Somers "conoscerà il suo destino inevitabile".

L'appello di Somers, nato in Gran Bretagna e poi divenuto cittadino Usa, era preceduto dalle dichiarazioni di Nasser bin Ali al-Ansi, un comandante locale dell'Aqap, che attaccava gli Usa per i "crimini contro i musulmani" commessi "con i suoi aerei e i suoi droni" in Somalia, Yemen, Iraq, Siria fino in Sinai e Pakistan. 

E proprio nel giorno dell'ultimatum, le forze Usa - aiutate da quelle yemenite - avrebbero tentato un raid, in cui sono rimasti rimasti uccisi anche dieci sospetti membri di Al Qaeda e un insegnante sudafricano, Pierre Korkie, anche lui prigioniero di Al Qaeda. Quello di sabato, però, non sarebbe stato l'unico tentativo americano. Secondo la famiglia di Somers un altro raid era stato tentato il venticinque novembre scorso, il che aveva fatto infuriare ulteriormente i i leader di Aqap.

Ma Chuck Hage, sottosegretario alla Difesa Usa, respinge le ipotesi sostenendo come Somers sia morto nel raid, ma che ad ucciderlo siano stati gli stessi terroristi che lo avevano preso in ostaggio. 

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