Mercoledì, 4 Agosto 2021
Mondo Egitto

Regeni, l'Egitto respinge le accuse: "I nostri servizi segreti non c'entrano"

Con un comunicato pubblicato dal ministero dell'Interno, l'Egitto smentisce categoricamente che Giulio Regeni sarebbe stato arrestato dai servizi di sicurezza prima della sua morte. Ma è giallo sulle telecamere di videosorveglianza

Ancora tanti, troppi dubbi sulla morte di Giulio Regeni: la verità appare lontanissima.

Con un comunicato ufficiale pubblicato dal ministero dell'Interno, una fonte del Dipartimento dell'informazione smentisce categoricamente le informazioni pubblicate dai media occidentali secondo le quali il giovane italiano Giulio Regeni sarebbe stato arrestato da elementi appartenenti ai servizi di sicurezza prima della sua morte. E' quanto scrivono oggi molti media egiziani tra cui l'agenzia ufficiale Mena.

Proprio in queste ore al vaglio degli inquirenti ci sono tutte registrazioni delle telecamere di videosorveglianza di negozi e appartamenti della zona in cui è scomparso Regeni. 

Il New York Times scrive a sua volta che il fermo dell'italiano da parte di due agenti in borghese sarebbe stato "ripreso da quattro telecamere di sicurezza di altrettanti negozi del quartiere".

E poi c'è il giallo dell'ultima telefonata durata 20 minuti prima di essere sequestrato e torturato a morte. Regeni avrebbe parlato per 20 minuti con un amico italiano: "La procura generale ha ricevuto i tabulati telefonici" scrivono alcuni media egiziani.

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