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Domenica, 26 Maggio 2024
Il processo / Niger

La giunta golpista del Niger accusa il presidente estromesso di alto tradimento

I militari non sembrano intenzionati a porre fine al colpo di Stato, nonostante le sanzioni e la minaccia di un intervento militare da parte dei Paesi vicini

La giunta militare che ha preso il potere in Niger con un colpo di stato il mese scorso ha dichiarato che perseguirà il presidente estromesso, Mohamed Bazoum, per alto tradimento per i suoi rapporti con capi di Stato stranieri e organizzazioni internazionali. I golpisti, guidati dal generale Abdourahamane Tchiani, hanno imprigionato Bazoum e sciolto il governo eletto il 26 luglio, in quello che è stato il settimo colpo di Stato in Africa occidentale e centrale in tre anni, un'azione che ha sollevato lo spettro di ulteriori disordini in una regione povera del continente, già alle prese con un'insurrezione islamista. In gioco non c'è solo il destino del Niger, un importante produttore di uranio e alleato dell'Occidente nella lotta contro l'insurrezione islamista, ma anche l'influenza di potenze globali rivali con interessi strategici nella regione.

Il portavoce della giunta, il colonnello Amadou Abdramane, ha dichiarato in un comunicato letto dalla Tv di Stato nella tarda serata di domenica che le autorità militari hanno "raccolto le prove necessarie per perseguire il presidente estromesso... per alto tradimento e per aver minato la sicurezza interna ed esterna del Niger". Abdramane ha anche affermato che ci sarebbe una campagna di disinformazione contro la giunta per cercare di "far deragliare qualsiasi soluzione negoziale alla crisi per giustificare l'intervento militare in nome dell'Ecowas", la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale. Quest'ultima, in una riunione straordinaria lo scorso 10 agosto, oltre all'imposizione di sanzioni contro il Niger, ha ordinato l'attivazione di una forza di pronto intervento da utilizzare eventualmente contro la giunta, affermando però di sperare ancora in un ripristino pacifico della democrazia. Al momento non è chiaro quanto sarà grande la forza, se invaderà effettivamente e quali Paesi contribuiranno.

Gli Stati africani preparano un intervento militare in Niger

Oggi anche il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, composta da 55 nazioni, dovrebbe riunirsi per discutere della situazione, un segno del livello di preoccupazione per le possibili conseguenze del settimo colpo di stato in tre anni nell'Africa occidentale e centrale. Nonostante sia uno dei Paesi più poveri del mondo, il Niger, nazione senza sbocco sul mare e grande più del doppio della Francia, è il settimo produttore mondiale di uranio, un materiale cruciale per l'energia nucleare e per la cura del cancro. Fino al colpo di Stato, era anche un alleato dell'Occidente dopo che il Mali e altri Paesi si erano rivoltati contro l'ex potenza coloniale francese a favore di legami più stretti con la Russia.

Le truppe statunitensi, francesi, tedesche e italiane sono di stanza in Niger come parte della lotta contro la lunga insurrezione islamista di militanti locali di al-Qaeda e dello Stato Islamico che hanno ucciso migliaia di persone e sfollato milioni di persone in tutta la regione del Sahel. Il Paese, che confina con Algeria e Libia, è anche un alleato chiave dell'Unione europea nella lotta contro l'immigrazione irregolare dall'Africa subsahariana, essendo snodo dei flussi che, in particolare dalla Nigeria, lo attraversano per andare in Algeria e Libia con la speranza di partire alla volta dell'Europa.

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