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Martedì, 23 Aprile 2024
Il caso

Soldati e dittatori: gli "strani" amici della banca che ha "creato" la crisi

La autorità americane hanno aperto un'inchiesta sul modo in cui la banca Goldan Sachs, nel periodo in cui cominciava la crisi, ha portato avanti operazioni da un miliardo con i Fondi sovrani libici. Nel mirino uno stage assicuro ad un fedelissimo di Gheddafi

ROMA - Le bolle finanziarie scoppiavano, i mutui sub-prime cominciavano a mostrare il proprio volto peggiore e la crisi prendeva sempre più piede al di qua e al di là dell'oceano. Contemporaneamente qualcuno, non proprio a caso, otteneva e firmava assegni da tanti zeri. 

Le autorità americane hanno aperto un'inchiesta sul modo in cui la banca Goldman Sachs, emblema della finanza e della grande crisi, si sarebbe assicurata i favori dei Fondi sovrani libici al tempo della dittatura del raìs, Muammar Gheddafi. 

A sganciare la bomba è il Wall Street Journal che spiega come le indagini si concentrino principalmente su uno stage che la banca aveva accordato nel 2008 al fratello di Mustafa Zarti, un ex responsabile del regime libico che allora era il vice capo dei Fondi sovrani libici.

Questa decisione, ricorda il giornale, era stata presa proprio mentre Goldman Sachs era impegnata in operazioni con i Fondi libici per la somma di un miliardo di dollari, in un momento in cui le relazioni tra le due parti "cominciavano a deteriorarsi" e la crisi cominciava a farsi sentire prepotentemente.

Gli investigatori stanno cercando di appurare se lo stage sia stato assegnato in cambio di contropartite e per quale ragione al suo beneficiario, Hatem Zarti, era stato permesso di rimanere in banca "ben oltre la fine dello stage" stesso.

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