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Lunedì, 24 Giugno 2024
SUDAFRICA / Sudafrica

Google minaccia Doogle: battaglia legale in Sudafrica?

Il colosso del web minaccia azioni legali per un sito messo in piedi con pochi dollari da un ragazzo di 23 anni: "Dobbiamo proteggere il nostro brand"

Uno è uno dei colossi dell'economia mondiale dal valore di 250 miliardi di dollari, l'altro un un sito messo su, con un computer da pochi dollari, da un ragazzo che ha mollato la scuola. Stiamo parlando di Google contro Doogle.

Un giovane imprenditore sudafricano, racconta il corrispondente del Guardian da Johannesburg, ha ricevuto una lettera in cui si minacciano azioni legali per il suo sito e il suo logo sono troppo simili.

Andries Maree Van Der Merwe, 23 anni, ha deciso di non abbassare la testa e si è rivolto a un avvocato, che ha descritto la sfida come quella di "Davide contro Golia". Van Der Merwe proviene da Middelburg, città industriale nella provincia di Mpumalanga. Ha creato Doogle dopo aver abbandonato la scuola a 16 anni per cercare lavoro. Vendendo giornali agli angoli delle strade gli è venuta l'idea di creare un sito che aiutasse i disoccupati a trovare un impiego.

Ha trovato un investitore e nel gennaio 2011 ha registrato il sito doogle.co.za, che permette a chi cerca un lavoro di caricare gratuitamente il proprio curriculum e di cercare le ultime offerte. "Il nome mi è venuto in mente, ho pensato che fosse facilmente memorizzabile. Ho cercato i nomi disponibili e questo lo era".

Gli affari non vanno molto bene a Van Der Merwe: "Lavoro ancora con il vecchio computer che ho comprato per 43 sterline. Non ho fatto soldi da questo sito. Certi giorni per mangiare vado a pescare al fiume. Ma penso che Dio sia con me! Conosco di persona un ragazzo che ha trovato lavoro con Doogle e adesso è un manager".

I legali di Google sostengono che il logo e il motore di ricerca di Doogle infrangono il suo copyright e cè il rischio che in qualche modo Doogle venga associato a Google". Van Der Merwe ha proposto di pubblicare sul suo sito un avviso che specifica la distanza tra i due siti, ma al gigante della Silicon Valley questo non basta. "Quando ho ricevuto la lettera da Google tutto quel che ho potuto fare è stato sorridere. Ma sento che i giudici mi daranno ragione, se arriveremo a un processo vero e proprio".

Google si è rifiutato di rispondere alle domande su Doogle. Julie Taylor, portavoce dell'azienda in Sudafrica: "Non possiamo commentare i singoli casi, ma dobbiamo proteggere il brand".

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