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Domenica, 16 Giugno 2024
L'accusa / Regno Unito

"Il governo ha insabbiato lo scandalo del sangue infetto tra gli anni '70 e '90"

La verità contenuta in un'inchiesta: oltre 30mila persone, che necessitavano di trasfusione, hanno perso la vita

A distanza di cinquant'anni, è arrivata la svolta giudiziaria sul caso del sangue infetto che in Gran Bretagna ha causato oltre 30mila vittime. Dopo sette anni di lavoro e un rapporto di 2500 pagine, la commissione d'inchiesta presieduta dal giudice Brian Langstaff ha messo a nudo le responsabilità delle autorità britanniche e del servizio sanitario pubblico nazionale che consapevolmente hanno esposto negli anni 70, 80 e 90 decine di migliaia di pazienti a infezioni mortali, attraverso il sangue e gli emoderivati contaminati. Le autorità hanno poi nascosto la verità sul disastro per decenni.

Il rapporto pubblicato il 20 maggio dall'Infected Blood Inquiry mette in rassegna un "catalogo di fallimenti" con conseguenze "catastrofiche" per le vittime e i loro cari. "In gran parte, anche se non del tutto, si sarebbe potuto evitare", ha concluso il suo autore, il giudice Brian Langstaff, che parla dello scandalo più grave nella storia della sanità pubblica britannica. 

Tra le vittime ci sono migliaia di persone che erano state ferite in incidenti o che soffrivano di malattie del sangue o erano sottoposte a interventi chirurgici che necessitavano di trasfusioni di sangue; fra questi anche numerosi bambini. Circa 3 mila "infettati" morirono immediatamente, altri successivamente. Precisamente, circa 1.250 persone affette da disturbi emorragici, tra cui 380 bambini, sono state infettate da prodotti ematici contaminati dall'HIV. Tre quarti di loro sono morti. Altre 5.000 persone che hanno ricevuto gli emoderivati hanno sviluppato l'epatite C cronica, un tipo di infezione del fegato. Nel frattempo, si stima che altre 26.800 persone siano state infettate dall'epatite C dopo aver ricevuto trasfusioni di sangue, spesso somministrate negli ospedali dopo un parto, un intervento chirurgico o un incidente. 

Dopo aver esaminato le prove di oltre 5mila testimoni e più di 100mila documenti, il giudice dell'Alta corte che ha diretto l'inchiesta sottolinea che "non si è trattato di un incidente": sono stati compiuti tentativi deliberati per nascondere lo scandalo e ci sono prove che i funzionari governativi hanno distrutto i documenti.

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