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Giovedì, 23 Maggio 2024
Il caso / Ucraina

La Russia sta rubando il grano dell'Ucraina?

Mosca ha bloccato i porti ucraini sul Mar Nero. E ora alcune foto satellitari potrebbero provare il saccheggio da parte dei russi. Le accuse dell'Europa e il rischio concreto di un peggioramento della crisi alimentare già in atto

I territori occupati depredati, con il grano portato in Russia e le scorte distrutte. Vladimir Putin starebbe usando il tema alimentare come un'arma, affamando l'Ucraina e altri Paesi fragili per vincere la guerra: l'accusa di Kiev a Mosca non è nuova. "I ladri russi rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all'estero. Invito tutti gli Stati a rimanere vigili e a rifiutare qualsiasi proposta di questo tipo. Non comprate il grano rubato. Non diventate complici dei crimini russi. Il furto non ha mai portato fortuna a nessuno", ha scritto oggi su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Parole arrivate dopo che la Cnn ha mostrato nuove foto satellitari del porto di Sebastopoli, in Crimea, in cui sembra che due navi russe carichino quello che si ritiene sia grano ucraino rubato. La Russia sta davvero rubando il grano dell'Ucraina? E perché?

Le nuove immagini sono della Maxar Technologies, società statunitense specializzata in tecnologia spaziale, e sono datate 19 e 21 maggio: mostrano le navi - la Matros Pozynich e la Matros Koshka - attraccate accanto ad alcuni silos di grano, con il cereale che si riversa da un nastro in una stiva aperta. Dove sono dirette? Secondo il sito di tracciamento navale MarineTraffic.com, entrambe le navi hanno lasciato il porto di Sebastopoli: la Matros Pozynich sta navigando nel Mar Egeo, affermando di essere diretta a Beirut (in Libano), mentre la Matros Koshka si trova ancora nel Mar Nero. Non possiamo sapere con certezza se le navi in questione siano state caricate con grano ucraino rubato, ma c'è un dato di fatto che rafforza i sospetti: la Crimea produce poco grano, a differenza delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia, ricche di colture, che si trovano a nord della penisola contesa. Funzionari ucraini e fonti industriali hanno riferito alla Cnn che le forze russe nelle aree occupate hanno svuotato diversi silos e trasportato il grano a sud.

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La posizione attuale della nave russa Matros Pozynich, nel Mar Egeo (mappa dal sito MarineTraffic.com)

All'inizio di questo mese, la Matros Pozynich ha compiuto una missione simile: ha caricato grano e ha salpato dal Mar Nero per raggiungere il Mediterraneo. Inizialmente era diretta in Egitto con il suo carico, ma è stata respinta da Alessandria dopo un avvertimento da parte dei funzionari ucraini, secondo il governo del Paese. Alla nave in questione sarebbe stato anche impedito di entrare a Beirut e alla fine ha attraccato a Latakia, in Siria, dove la Russia da anni sostiene il regime di Bashar al-Assad.

Dal canto suo, Mosca rispedisce le accuse al mittente. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che la Russia non sta ostacolando l'esportazione di grano dall'Ucraina attraverso la Polonia, sostenendo che "non siamo noi la fonte dei problemi che causano la minaccia della fame, ma quelli che hanno imposto le sanzioni contro la Federazione russa". "La Russia è sempre stata un esportatore di grano abbastanza affidabile. La Russia non ostacola affatto l'Ucraina nel trasporto di grano su rotaia. Quando i treni con le armi arrivano dalla Polonia, nessuno impedisce loro di riportare indietro il grano usando gli stessi treni", ha dichiarato Peskov.

Le nuove foto satellitari, tuttavia, potrebbero provare una volta per tutte il saccheggio del grano ucraino da parte dei russi. In diverse occasioni, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di "rubare gradualmente" i prodotti alimentari ucraini e di cercare di venderli. E ha denunciato il blocco dei porti ucraini sul Mar Nero da parte di Mosca, via principale per l'esportazione via nave del grano di Kiev. Lo ha fatto anche nelle scorse ore, intervenendo a Davos, in Svizzera, in occasione del World economic forum. "Serve sbloccare i nostri porti marittimi. Bisogna usare tutti i canali diplomatici, perché da soli non possiamo lottare contro la Russia - ha detto -. Chiediamo di prendere misure per un corridoio per l'export del nostro grano e dei cereali, altrimenti la penuria avrà effetti sul mondo e ci sarà un'estensione della crisi alimentare ed energetica".

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"Putin usa fame e grano per esercitare il potere"

D'altronde, se la guerra in Ucraina e il blocco dei porti sul Mar Nero implicano anche gravi problemi per l'approvvigionamento di alcuni alimenti, il rischio concreto di un peggioramento della crisi alimentare già in atto è dietro l'angolo, in un contesto globale già gravemente condizionato dagli effetti devastanti del cambiamento climatico e dalla crisi delle materie prime dovuta alla pandemia di Covid-19. Il tema della crisi alimentare è stato affrontato proprio oggi anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sempre a Davos. Bloccando le esportazioni alimentari di Russia ed Ucraina, "Putin usa fame e grano per esercitare il potere. Ancora una volta, la nostra risposta è e deve essere quella di mobilitare una maggiore collaborazione a livello europeo e a livello globale, aprendo corsie di solidarietà che collegano i confini dell'Ucraina ai nostri porti e finanziando diverse modalità di trasporto", ha detto von der Leyen.

Così la Russia rischia di affamare il mondo per vincere la guerra in Ucraina

"L'artiglieria russa bombarda i granai in tutta l'Ucraina deliberatamente - ha continuato -, le navi da guerra russe nel Mar Nero bloccano le navi ucraine piene di grano e di semi di girasole. Le conseguenze di questi atti vergognosi sono evidenti: i prezzi del grano a livello globale stanno salendo alle stelle e sono i Paesi fragili e le popolazioni vulnerabili che soffrono di più". Secondo la presidente della Commissione europea, i prezzi del pane in Libano "sono aumentati del 70% e le spedizioni di cibo da Odessa non sono potute arrivare in Paesi come la Somalia. Come se non bastasse, la Russia sta accumulando le sue derrate alimentari da esportazione come forma di ricatto, trattenendo le forniture per aumentare i prezzi globali o scambiando grano con sostegno politico. Questo è usare la fame e il grano per il potere", ha concluso von der Leyen.

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