Martedì, 15 Giugno 2021
La guerra senza fine / Israele

Il palazzo della stampa bombardato a Gaza: il momento in cui l'edificio collassa

L'attacco israeliano contro la sede dell'Ap e di Al Jazeera. Un'ora prima l'annuncio del proprietario dell'immobile. Le immagini

Foto Ansa/Afp

Le forze israeliane hanno distrutto la torre Al Jala a Gaza City, un alto edificio dove hanno sede diversi media, fra cui Al Jazeera e l'agenzia stampa Associated Press. Gli altri piani sono occupati da uffici commerciali. Lo riferisce Times of Israel, mostrando un video dell'edificio che si sbriciola in una nuvola di polvere. Le forze israeliane avevano avvertito gli occupanti dell'edificio con un'ora di anticipo sull'attacco, per cui il palazzo era stato evacuato. C'è stato anche un avvertimento con il sistema del "roof knocking", ovvero un razzo contro il tetto che non ha causato seri danni.

Video diffusi sul web mostrano che dopo l'attacco il grattacielo è crollato. Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, minaccia nuovi razzi contro Tel Aviv dopo che gli israeliani hanno distrutto la torre Al Jala. "Dopo il bombardamento di un edificio civile e Gaza, i residenti di Tel Aviv e del centro d'Israele devono stare attenti", ha detto il portavoce.

Anche stanotte sono proseguiti gli attacchi aerei e il lancio di razzi. Dall'inizio del conflitto, da Gaza sono stati lanciati circa 2.300 razzi verso Israele. Di questi - ha detto l'esercito - mille sono stati intercettati dal sistema di difesa antimissili Iron Dome. Secondo la stessa fonte circa 380 sono ricaduti all'interno del territorio di Gaza. Nel sesto giorno di attacchi aerei israeliani consecutivi sulla striscia di Gaza il ministero della sanità di Hamas ha detto che il numero aggiornato dei morti è di 139 persone, fra cui 39 bambini. I feriti sarebbero mille. L'ala militare di Hamas ha rivendicato la paternità dell'attacco missilistico sferrato contro l'intera area urbana attorno a Tel Aviv. "Si è trattato - ha precisato Hamas - della risposta alla strage avvenuta nel campo profughi di Shati", presso Gaza. Sono stati decine i razzi lanciati da Gaza poco fa su Tel Aviv e sulla zona metropolitana. Non si hanno al momento notizie di vittime, secondo quanto riferito dai servizi di pronto soccorso.

grattacielo gaza bombardato ansa-2

Cosa sta succedendo tra Gaza e Israele

In un attacco israeliano che ha colpito una palazzina adiacente al campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City nel nord della Striscia, almeno dieci persone, tra cui due donne e otto bambini, tutti membri della stessa famiglia, sono stati uccisi la scorsa notte. Lo riferisce l'agenzia Maan secondo cui ad essere colpita è stata una casa di tre piani. Anche i lanci di razzi da Gaza non si sono interrotti: ieri sera le sirene anti missili hanno suonato a Be'er Sheva, nel sud di Israele.

L'offensiva di Israele sui tunnel di Gaza

Nel quinto giorno di scontri, ieri, in uno dei bombardamenti più intensi di sempre Israele ha puntato alla rete sotterranea dei miliziani di Hamas costruita dopo lo scontro del 2014. Contro i tunnel di Gaza - luogo privilegiato dei comandi e delle trasmissioni di Hamas - si sono mosse l'aviazione (oltre 160 caccia), i tank e le forze di terra schierate lungo il confine. Insieme, in circa quaranta minuti, con 450 colpi hanno centrato oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia, in particolare a Beit Lahiya.

L'Egitto ha chiesto un cessate il fuoco anche parziale per evacuare i feriti dalla Striscia, ma finora senza successo. Il fronte di Gaza non è l'unico. Anche la Cisgiordania è stata teatro di nuovi scontri con l'esercito israeliano. Secondo fonti di Ramallah, i morti in incidenti avvenuti in varie località sono almeno dieci. A nord dimostranti libanesi si sono accalcati alla frontiera di Israele sconfinando per poi rientrare - incalzati dal fuoco di avvertimento dei tank israeliani - nel loro territorio. E anche in Giordania una folla di manifestanti si è radunata al confine con i Territori per manifestare solidarietà con "i fratelli palestinesi".

E non si ferma nemmeno l'ondata di violenze fra ebrei ed arabi nelle città a popolazione mista di Israele. La scorsa notte nel rione Ajami di Jaffa (Tel Aviv) una bottiglia incendiaria ha scatenato un incendio nell'appartamento di una famiglia araba. Un bambino di 12 anni è stato ustionato in maniera grave e il fratello in modo lieve. Nella stessa città alcuni arabi hanno aggredito due cronisti televisivi ebrei. Disordini anche a Gerusalemme est, dove gruppi di arabi hanno attaccato e incendiato una volante della polizia.

A Tel Aviv oggi è giunto Hady Amr, l'inviato del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, a cui Abu Mazen ha chiesto di fermare l’aggressione israeliana. Abu Mazen ha detto di ritenere "il governo israeliano pienamente responsabile di questa pericolosa escalation, di questa tensione e del sangue versato dal popolo palestinese". La presidenza ha poi denunciato "le uccisioni brutali e programmate delle forze di occupazione israeliane contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme".
 

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