Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Grecia, oggi è il giorno del "dentro o fuori"

E' iniziata poco fa la riunione dei leader europei dell'area euro sulla Grecia. Sul tavolo dell'Eurosummit la bozza su cui hanno lavorato da ieri i ministri delle finanze dell'eurozona, definita "molto esaustiva" dal ministro finlandese Alexander Stubb

Per la Grecia oggi è il giorno del "dentro o fuori". E' finita a tarda sera a Bruxelles la riunione dell'Eurogruppo, che dovrà decidere se dare il suo via libera ai negoziati con la Grecia per un terzo programma di assistenza finanziaria, tramite nuovi prestiti del Fondo salva Stati dell'Eurozona (Esm), dietro l'impegno del governo di Atene ad attuare le riforme strutturali e le misure di bilancio che ha proposto giovedì.

ANNULLATO - Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha annullato il summit Ue a 28 (quello allargato a tutti i Paesi europei) . Lo ha comunicato lo stesso Tusk su Twitter. Tusk ha appena visto il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem che l'ha aggiornato sugli ultimi sviluppi dell'Eurogruppo (composto dai ministri dell'Economia e delle Finanze degli stati membri dell'Unione europea che hanno adottato l'euro) che riprende alle 11. Alle 16 rimane in calendario l'Eurosummit a 19.

VERTICE DECISIVO - E' iniziata poco fa la riunione dei leader europei dell'area euro sulla Grecia. Sul tavolo dell'Eurosummit la bozza su cui hanno lavorato da ieri i ministri delle finanze dell'eurozona, definita "molto esaustiva" dal ministro finlandese Alexander Stubb.

RENZI / 1 -  "In Italia diversi partiti in questo momento sostengono le posizioni di Tsipras a sinistra e anche a destra. Credo sia impossibile fare un referendum in Italia sull'euro. Ma la maggioranza assoluta della gente in Italia è a favore dell'euro. Non contro". Lo sostiene il premier, matteo Renzi, in un'intervista ad Al Jazeera

RENZI / 2- "Non posso immaginare un'Europa senza Grecia, perché sarebbe un'Europa senza valori. Penso che il governo greco stia andando nella giusta direzione, ha preso posizioni molto più costruttive". Lo dice sempre il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

DIVISIONI - Diverse fonti europee riferiscono che i paesi membri dell'Eurozona sono divisi, fra coloro (comprese Francia, Italia, e la Commissione europea) che considerano le proposte del governo greco come una buona base per cominciare il negoziato, e chi (Germania e alcuni Stati dell'Est) invece giudica insufficiente lo sforzo di riforma e inaffidabili gli impegni del governo di Alexis Tsipras, nonostante la schiacciante maggioranza parlamentare su cui può contare il premier dopo il voto della notte scorsa ad Atene, che ha però diviso proprio il partito di Tsipras, Syriza.

GREXIT PER 5 ANNI - Attorno alla linea intransigente del ministro tedesco si è poi creato un giallo, quando l'edizione domenicale del Frankfurter Allgemeine ha riferito di una sorta di "proposta indecente": far uscire la Grecia dall'euro per 5 anni, e intanto farle ristrutturare il debito mentre riceverebbe "aiuti umanitari". In realtà si trattava di un documento interno del governo tedesco, non di una proposta, e recava due ipotesi: una che vedeva la Grecia migliorare in maniera soddisfacente i suoi impegni e blindare i suoi creditori creando un fondo fiduciario tramite in proventi di privatizzazioni da 50 miliardi di euro. Ma da qualche parte Berlino lo ha fatto filtrare.

NON C'E' TEMPO - Una delle richieste che potrebbe emergere dall'Eurogruppo, è che il governo greco si impegni a far approvare entro pochi giorni dal Parlamento di Atene almeno alcune delle riforme proposte, per recuperare credibilità con i partner europei e rafforzare il processo negoziale. Ma alcune posizioni, come quella del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, restano intransigenti e punitive nei confronti del governo Tsipras, a cui viene rimproverato di aver sensibilmente peggiorato nei pochi mesi in cui è stato al potere la situazione economica della Grecia, che cominciava a riprendersi alla fine dell'anno scorso.

LE MISURE URGENTI - Dopo il referendum di domenica e le misure di controllo dei capitali, con la chiusura parziale delle banche tuttora in corso (e che continuerà almeno fino a lunedì), le previsioni di crescita per quest'anno sono tornate in profondo rosso. Ne consegue non solo una drammatica mancanza di liquidità nel sistema bancario (a cui non ha potuto sopperire la Bce, che non aumentato le iniezioni di liquidità d'emergenza Ela), ma anche un peggioramento del rapporto debito/Pil e dunque una maggiore difficoltà a conseguire gli obiettivi per l'avanzo primario che erano stati concordati con i creditori per i prossimi tre anni, fin a raggiungere il 3,5% del Pil nel 2018. In questo contesto, i paesi "rigoristi", pretendono che la Grecia faccia molto di più rispetto alle misure di bilancio e alle riforme che erano state richieste dai creditori a fine giugno e bocciate dal referendum, e rispetto al pacchetto, molto simile, che Atene ha riproposto giovedì.

CONCLUSIONE APERTA - Secondo una fonte della Commissione, è una richiesta che "non ha molto senso: effettivamente la situazione economica è peggiorata, ma questo non significa che si debbano moltiplicare per 10 le riforme strutturali; le riforme che la Grecia deve fare sono sempre le stesse". La Commissione, inoltre, sostiene una proposta che potrebbe aiutare molto Atene, in vista della scadenza del 20 luglio, quando dovrà rimborsare 3,5 miliardi di euro alla Bce: dare alla Grecia i 3,2 miliardi di euro di profitti che la Bce ha ricavato nel 2014 e nel 2015 dai titoli di Stato ellenici in suo possesso, per permetterle di finanziare il rimborso mentre continueranno ancora probabilmente i negoziati per il terzo programma di salvataggio, sempre che siano stati nel frattempo avviati. L'Eurogruppo registra le divisioni fra gli Stati membri (e addirittura l'emergere di posizioni favorevoli alla "Grexit", come la bizzerra proposta attribuita a Schaeuble di "sospendere" la Grecia per cinque anni dall'Eurozona), e potrebbe terminare con una conclusione "aperta". 

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