Martedì, 22 Giugno 2021
Crisi economica / Grecia

Grecia, banche chiuse per sei giorni: la Dracma all'orizzonte

L'annuncio del premier Tsipras in diretta tv per fermare l'emorragia di capitale dagli istituti del Paese. Le banche riapriranno martedì 7 luglio. Messo un tetto anche ai prelievi bancomat: 60 euro a testa

Cittadini in fila al bancomato (Foto Infophoto)

ATENE (GRECIA) - Banche e Borsa chiuse in Grecia. Sono queste le due misure più importanti annunciate in un discorso domenica sera alla tv direttamente dal premier Alexis Tsipras. Provvedimenti drastici dopo il no alla proroga del piano aiuti, per tamponare la fuga di capitali e l'inevitabile attacco degli speculatori. 

STOP FINO AL 7 LUGLIO - Il Consiglio per la stabilità finanziaria greco ha raccomandato la chiusura delle banche per i prossimi 6 giorni lavorativi. In base all'indicazione, le banche dovrebbero dunque riaprire martedì 7 luglio: lo stop dovrebbe arrivare a comprendere lunedì 6 luglio, giorno successivo al referendum. Da martedì i cittadini greci potranno prelevare un massimo di 60 euro al bancomat. 

ULTIMA PROPOSTA - Intanto il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, farà un'ultima proposta al Governo di Atene entro oggi per cercare di evitare il default. Lo ha detto il commissario Ue degli Affari economici, Pierre Moscovici, alla radio francese, aggiungendo che Juncker "indicherà il percorso da seguire. Spero che tutti si impegneranno per un compromesso. Dobbiamo continuare a parlare - ha aggiunto - la porta è sempre aperta alle trattative".

I MAGGIORI RISCHI DEL CRAC - Dall'eventuale mancato pagamento al Fmi inizia "il ticchettio dell'orologio". C'è un cosiddetto "periodo di grazia di 30 giorni", che dunque arriva fino a fine luglio. Come spiega Il Sole 24 Ore "due settimane dopo la data di scadenza iniziale - cioè a metà luglio - parte un sollecito da Washington per il pagamento immediato; poi il Fondo monetario invia un'altra comunicazione sottolineando la gravità del mancato rispetto degli obblighi e ancora una volta sollecita una rapida soluzione". 

DOPO DUE SETTIMANE - "Due settimane dopo - siamo a fine luglio - il direttore generale del Fmi comunica al comitato esecutivo che un pagamento è in ritardo. Per la Grecia, in quel momento scattano le prime gravi conseguenze. Queste sono conosciute come cross-default e cross-acceleration. Il mancato pagamento del Fmi dà diritto ad alcuni degli altri creditori della Grecia, tra cui il fondo di salvataggio europeo, a dichiarare un default. Avrebbero a quel punto la possibilità di richiedere il rimborso immediato di tutti i loro prestiti".

CORSA AGLI SPORTELLI - A quel punto la Bce potrebbe interrompere i prestiti di emergenza alle banche greche e così facendo innescherebbe una corsa agli sportelli bancari, costringendo l'imposizione di controlli sui capitali. "Ma se le cose dovessero peggiorare - spiega sempre Il Sole 24 ore - l'esecutivo ellenico potrebbe emettere i cosiddetti Iou, “I owe you” o “Io ti devo”, per fare fronte alle scadenze di cassa inderogabili come stipendi pubblici e pensioni, ed evitare le proteste di massa". Si tratterebbe di promesse di pagamento fatte ai dipendenti statali e ai pensionati per una certa somma e entro una data prestabilita. 

VERSO LA DRACMA - Questo escamotage consentirebbe di pagare stipendi e salari in Iou. Il problema è che se dovesse continuare la fuga di depositi dalle banche, i “pagherò” si trasformerebbero nell'anticamera della dracma, cioè di una valuta parallela che perderebbe, secondo stime di vari economisti, il 40% del suo valore rispetto all'euro.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Grecia, banche chiuse per sei giorni: la Dracma all'orizzonte

Today è in caricamento