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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Grecia, le elezioni bocciano la politica dell'austerità

Pasok e Nea Dimocratia in crollo rispetto al 2009, vola la sinistra radicale mentre si fanno avanti i neonazisti di Alba Dorata

I cittadini greci hanno bocciato le misure di austerità e i partiti che li hanno guidati attraverso la crisi economica. E' questo il risultato delle elezioni politiche di oggi secondo i risultati dei primi exit poll. Nessuna delle due maggiori formazioni è infatti riuscita a raggiungere quella soglia del 37% dei voti che gli avrebbe garantito la maggioranza in Parlamento. La Nea Dimocratia (Nd) guidata dal conservatore Antonio Samaras, ha ricevuto tra il 17% e il 20% delle preferenze, contro il 33,5% del 2009, ottenendo comunque il risultato migliore. Secondo i dati riportati dal quotidiano locale Ekathimerini, lo stesso Pasok, il partito del socialista Evanghelos Venizelos uscito vincitore dalle passate elezioni, ha ricevuto tra il 14% e il 17% dei voti, contro un 43,9% del 2009.

Queste elezioni anticipate vedono la vittoria di Syriza, coalizione dei partiti di sinistra radicale, che raggiunge il secondo posto con il 15,5-18,5%, a fronte del 4,6% del 2009. Entrerà in Parlamento per la prima volta in 40 anni anche il gruppo neonazista Alba Dorata, che ha raccolto tra il 6% e l'8% delle preferenze. Davanti a loro i comunisti del Kke, che hanno ottenuto tra il 7,5% e il 9.5% dei voti.

Sia Pasok che Nd hanno appoggiato il governo tecnico di Lucas Papademos, insediatosi nel novembre del 2011 per cercare di far fronte alla crisi economica che attanagliava la Grecia. La sua politica, fatta di tagli alle pensioni e agli stipendi, ha creato un clima di enorme scontento, come mostrano i risultati di queste elezioni.

Non è infatti un caso che da queste elezioni escano vittoriosi partiti che hanno criticato la politica di Papademos e le misure di austerità volute dall'Unione Europea. “Dopo due anni di barbarie, la democrazia sta tornando a casa” aveva dichiarato oggi Alexis Tsipras, a capo del Syriza. “Il popolo manderà un messaggio forte e chiaro a tutta Europa”.

Queste storiche elezioni segnano la fine del bipartitismo che aveva caratterizzato il Paese dal 1974 fino ad oggi, presentando un panorama politico fortemente frammentato. Molti temono infatti che la Grecia possa cadere nell'ingovernabilità. Anche se Samaras aveva escluso qualsiasi tipo di accordo con il Pasok, sembra certo che ricorrerà ad un governo di coalizione, per evitare il ritorno alle urne. Bruxelles e tutta Europa continuano a tenere il fiato sospeso, in attesa che Atene approvi il nuovo taglio della spesa pubblica di 11 miliardi per il biennio 2013-2014.

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