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Domenica, 23 Gennaio 2022
ande e narcotraffico / Perù

Guerra aperta alle coltivazioni di coca in Perù

I risultati positivi nella lotta alla coltivazione della foglia di coca non devono far credere che la "guerra" sia vicina alla conclusione. "La lotta contro la coca è come cercare di catturare il vento"

E' ambizioso, lungo e pieno di difficioltà il piano del governo peruviano per ridurre i terreni andini nel paese dedicati esclusivamente alla coltivazione della foglia di coca. La coltivazione della pianta di coca, da cui si produce la cocaina, begli ultimi anni si è espansa fino alle più remote valli tropicali del Perù. C'è stato infatti un vasto riposizionamento del traffico di droga nelle Ande che ha fatto del Perù un concorrente della Colombia per la posizione di più grande esportatore di cocaina nel mondo

Il ministro dell’Interno del Perù, Wilfredo Pedraza, ha annunciato questa settimana che quest'anno il paese ridurrà di 22.000 ettari i terreni dedicati alla coltivazione della foglia di coca. Un balzo in avanti notevole, perché così raddoppia la media di ettari sradicati annualmente in Perù: la cifra supera infatti di 8.000 ettari quella registrata nel 2012.

Il Plan Anual de Reducción del Espacio Cocalero Ilegal del Perù fa parte del progetto Especial Corah del ministero dell’Interno. Quest'anno viene raggiunta per la prima volta la Valle de los Ríos Apurímac, Ene e Mantaro, zone del centro e del sud del paese, dove operano gruppi armati alleati con il narcotraffico. Saranno interessate dall'eradiczione delle pinate di coca anche le regioni di Huánuco, Ucayali, San Martín e Pasco. Il Perù vuole migliorare i risultati del 2012, quando la riduzione delle coltivazioni aveva riguardato 14.171 ettari di terreno

Nel solo 2012 in Perù sono state date alle fiamme 41.1 tonnellate di droghe, soprattutto cocaina e parallelamente sono state sequestrate 919 tonnellate di sostanze chimiche per la loro produzione. In Perù secondo le Nazioni Unite ci sono ancora 62.500 ettari di terreno coltivati a coca, che producono 131.295 tonnellate di tale coltura. Solo una piccolssima parte del raccolto è utilizzato per il consume tradizionale. Tutto il resto va a finire nel emrcato del narcotraffico.

L’aumento della produzione in Perù nell'ultimo decennio offre un quadro di uno degli aspetti più frustranti della guerra finanziata dagli Stati Uniti contro la droga in America Latina, cominciata 40 anni fa. Quando le forze governative ottengono successi in un posto – come successo negli ultimi anni in Colombia, che nell’ultimo decennio ha ricevuto aiuti americani per 5 miliardi di dollari – le coltivazioni si spostano altrove nelle Ande. Succee ciclicamente. Negli Anni Novanta, quando la coltivazione della coca si era trasferita in Colombia dopo essere stata distrutta in Perù e in Bolivia.

I risultati positivi nella lotta alla coltivazione della foglia di coca non devono far credere che la "guerra" sia vicina alla conclusione. "La lotta contro la coca è come cercare di catturare il vento", è sempre stato solito dire  il generale Juan Zarate, capo delle campagne governative di sradicamento della pianta.

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