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Lunedì, 17 Gennaio 2022
MALI / Mali

Guerra in Mali, la fine non è vicina

I ribelli islamici hanno attaccato Gao, città nel Mali settentrionale. E Al Qaida ha nominato il successore del suo leader nel Maghreb islamico. La guerra in Mali è tutt'altro che vicina a una conclusione

La guerra in Mali, che i media nostrani hanno presto dimenticato, è tutt'altro che vicina a una soluzione. I ribelli islamici hanno attaccato Gao, città nel Mali settentrionale, secondo quanto riportato dalla BBC.

I ribelli sono stati respinti dopo due ore di feroci combattimenti, ha detto un ufficiale dell'esercito del Mali. Lo stesso ufficiale ha raccontato che gli insorti erano riusciti a passare i posti di blocco dell'esercito per entrare in città. Gli abitanti di Gao avevano subito lanciato l'allarme, avisando le autorità che i ribelli erano entrati nel loro quartiere.

GUIDA PER CAPIRE LA GUERRA IN MALI

Gao era stata controllata da un gruppo islamico per diversi mesi prima che fosse liberata da un'offensiva guidata dai francesi nel mese di gennaio. Il gruppo islamista MUJWA aveva tentato di imporre una forma estrema di sharia in città.

Il sindaco di Gao, Sadou Diallo, ha riferito che i combattenti islamici hanno lanciato l'attacco nella giornata di sabato all'interno del Quatrieme Quartier, o quarto distretto, e si sono ritirati dopo essersi scontrati con le forze militari maliane.

"C'è stato un pesante scontro a fuoco. La situazione è sotto controllo. Gli islamisti sono entrati attraverso il Quatrieme Quartier, l'esercito è andato loro incontro ed è stato in grado di respingerli di nuovo", ha detto alla Associated Press Diallo. "C'è stato anche un altro gruppo che è entrato attraversando il fiume, ma anche loro sono stati respinti. Tutto è sotto controllo." Nessun bilancio delle vittime è stato reso noto.

JIHADISTI, LA RITIRATA "TATTICA"

CRONOLOGIA ESSENZIALE - Ribelli islamici avevano conquistato vaste aree del nord del Mali un anno fa, dopo un colpo di stato militare nella capitale Bamako.

La Francia è intervenuta militarmente nel mese di gennaio nel timore che i militanti si preparassero ad avanzare proprio verso Bamako. Attualmente Parigi ha circa 4.000 soldati in Mali. L'esercito del Mali e le truppe inviate da diversi paesi africani, tra cui 2.000 dal Ciad, sono state coinvolte nei combattimenti.

Guerra in Mali © Infophoto

Da quando è iniziato l'intervento militare, le città più importanti del Mali, tra cui Gao, Kidal e Timbuktu sono state riconquistate dalle forze regolari, ma la lotta è ancora in corso sulle montagne del deserto. La Francia prevede di ritirare le sue truppe dal Mali il mese prossimo, con i paesi dell'Africa occidentale che dovrebbero assumere il controllo della situazione in vista delle elezioni previste nel mese di luglio.

Al Qaida intanto ha nominato il successore del suo leader nel Maghreb islamico, Abu Zeid, ucciso in Mali: è Djamel Okacha, 34 anni, conosciuto anche con lo pseudonimo di Yahia Abul Hannam e da tempo vicino ad un altro leader del gruppo, Abdelmalek Droukdel. La sua nomina, comunque, deve ancora essere ratificata nel corso di una riunione del direttivo dell'Aqmi, ha precisato Ennahar Tv.

Abdelhamid Abu Zeid, che guidava al Qaida nel Maghreb islamico, è morto durante i combattimenti condotti dall'esercito francese nell'Adrar di Ifoghas, nel Nord del Mali, alla fine del mese di febbraio. Il qaedista algerino di 46 anni è rimasto ucciso insieme ad altri 40 combattenti nell'estremo nord-est del Mali, nelle fasi iniziali dell'offensiva delle truppe francesi e maliane. Per verificare la sua identità, le autorità algerine avevano disposto delle analisi del Dna. Fonte: BBC Africa

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