Gli effetti devastanti di 8 anni di guerra in Siria sui bambini: le prime vittime sono sempre loro

La Siria rimane uno dei posti più pericolosi per i bambini, dice l'Unicef. Il conflitto entra nel suo ottavo anno e in quello appena trascorso si è registrato il numero più alto di sempre di vittime tra i minori. L'allarme speciale per i bambini con disabilità

Hannah, rimasta paralizzata dopo aver perso l'uso delle gambe durante un bombardamento ad Aleppo, in una foto diffusa dall'ufficio stampa Unicef

Oggi per la Siria inizia un nuovo anno di guerra, l'ottavo, fatto di bombardamenti e atrocità, nel quale i bambini sono ancora una volta le vittime principali. 

Soltanto nei primi due mesi del 2018 sono circa mille i bambini e ragazzi rimasti uccisi o gravemente feriti a causa dell'escalation di violenze in Siria, soprattutto nelle aree poste sotto assedio, come il Ghout orientale. Un quarto delle vittime civili totali sono proprio bambini e adolescenti, vittime di bombardamenti e uso indiscriminato di armi esplosivi direttamente su centri densamente popolati. La Siria rimane uno dei posti più pericolosi per un bambino. 

Gli effetti di sette anni di guerra sui bambini

Proprio bombardamenti e colpi d'arma da fuoco sono ancora oggi la principale causa di morte tra gli adolescenti siriani e solo nell'anno appena trascorso si è registrato il numero di vittime fra i bambini più alto di sempre: ben il 50% in più rispetto all'anno precedente. Si stima inoltre che siano 3,3 milioni i di bambini siriani esposti al rischio di incorrere in incidenti con mine, ordigni inesplosi e trappole esplosive improvvisate.

Sono 5,3 milioni i bambini siriani che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Nel Ghouta orientale il 12% dei piccoli sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta: il tasso più alto mai registato dall'inizio della guerra. Lì ci sono famiglie che vivono nel sottosuolo, con scarso accesso all'acqua pulita e in condizioni igieniche difficili. Un operatore Unicef ha incontrato un bambino di 8 anni che ha riferito che l'unico pasto che ha avuto in tutto il giorno è stato grano cotto con acqua e zucchero. 

Gli sfollati all'interno dei confini siriani sono 2,8 milioni e quasi altrettanti quelli rifugiati nei paesi vicini. Secondo uno studio recente di Unicef, le famiglie di rifugiati che vivono nelle comunità ospitanti in Giordania hanno difficoltà a soddisfare i loro bisogni di base, tra cui l'istruzione e la protezione dei bambini. Una situazione peggiorata negli ultimi due anni.

Quasi 10mila bambini e adolescenti sono fuggiti all'estero senza familiari al seguito, finendo esposti al rischio di varie forme di sfruttamento, fra cui il lavoro minorile, a causa della mancanza di documentazione legale. 

Siria, l'ospedale infantile prima e dopo gli attacchi: "Ghouta allo stremo" 

Il dramma nel dramma dei bambini con disabilità

Nel 2016, secondo le cifre verificate dalle Nazioni Unite ma certamente inferiori a quelle reali,  più di 360 bambini e ragazzi sono rimasti feriti e molti di essi hanno riportato disabilità permanenti. Dall'inizio del conflitto, oltre 1,5 milioni di civili siriani hanno riportato invalidità permanenti a causa della guerra e fra loro ben 86mila persone sono rimaste mutilate di gambe e braccia.

La guerra in Siria entra oggi nel suo ottavo anno e mentre non si riesce ancora ad intravedere la fine del conflitto, l'Unicef lancia un allarme speciale per i bambini con disabilità, che rischiano di rimanere esclusi e dimenticati.

"Durante un conflitto, i bambini con disabilità sono fra i soggetti più vulnerabili", spiega Geert Cappelaere, Direttore Unicef per Medio Oriente e Nord Africa.

"Hanno bisogno di cure e servizi specialistici, con bisogni diversi rispetto a quelli degli adulti. Senza accesso ai servizi sanitari, all'istruzione e a attrezzature come protesi e sedie a rotelle, questi bambini affrontano un rischio molto concreto di rimanere esclusi, abbandonati e stigmatizzati, mentre il conflitto continua inesorabilmente"

Un adulto su due, fra quelli intervistati, ha riferito di avere visto di persona almeno un bambino che ha perso la capacità di parlare a seguito di traumi o ferite, dall'inizio del conflitto. 

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La condizione dei bambini dei bambini disabili è aggravata poi dalla penuria di strutture e personale in grado di offrire loro assistenza medica e psicologica adeguata, mentre le famiglie raramente hanno i mezzi economici o la capacità di fonrnire attrezzature e servizi di cui hanno bisogno. I bambini con disabilità sono esposti a un maggiore rischio di cadere vittime di violenze, sfruttamento, abuso o abbandono, soprattutto quando sono orfani o separati dai genitori o da chi dovrebbe prendersi cura di loro.

Eppure, i danni devastanti provocati da sette anni di guerra non hanno sconfitto la determinazione dei bambini siriani. "Nonostante le ferite e lo sradicamento, la loro determinazione non conosce confini", spiega infatti Cappelaere. "Quando ai bambini disabili e alle loro famiglie vengono forniti il sostegno e i servizi di cui hanno bisogno, essi superano le sfide che hanno di fronte e compiono imprese straordinarie per rivendicare la loro infanzia, la loro dignità e i loro sogni". 

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