rotate-mobile
Venerdì, 20 Maggio 2022
Il punto / Ucraina

Guerra in Ucraina: cinque cose da sapere oggi

La strage di Bucha è un macigno in vista della ripresa delle trattative. Odessa sotto le bombe: strategia o vendetta? Le forze russe sul terreno hanno quasi abbandonato del tutto l'Oblast di Kiev, ma la capitale resta ancora in pericolo? Stop totale al gas russo: per la prima volta se ne parla davvero. Accoglienza: in settimana i rimborsi per enti e profughi

Guerra Russia-Ucraina: la strage di Bucha è un macigno in vista della ripresa delle trattative. Odessa sotto le bombe: strategia o vendetta? Le forze russe sul terreno hanno quasi abbandonato del tutto l'Oblast di Kiev, ma la capitale resta ancora in pericolo? Stop totale al gas russo: per la prima volta se ne parla davvero. Accoglienza: in settimana i rimborsi per enti e profughi. Cinque cose da sapere oggi, lunedì 4 aprile 2022, sulla guerra in Ucraina.

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

1) Bucha è un punto di non ritorno

Le "spaventose" immagini del massacro dei civili di Bucha, cittadina del nord-ovest della capitale ucraina, creano un profondo shock nelle istituzioni europee e segnano un prima e un dopo nella guerra in Ucraina: i Paesi occidentali chiedono più sanzioni verso la Russia, proprio mentre il capo dei soccorritori Serhii Kaplytchny fa sapere che 57 corpi sono stati trovati in una fossa comune a Bucha. "Le immagini dei crimini commessi a Bucha e nelle altre aree liberate dall'esercito ucraino lasciano attoniti. La crudeltà dei massacri di civili inermi è spaventosa e insopportabile. Le autorità russe devono cessare subito le ostilità, interrompere le violenze contro i civili, e dovranno rendere conto di quanto accaduto. L'Italia condanna con assoluta fermezza questi orrori, e esprime piena vicinanza e solidarietà all'Ucraina e ai suoi cittadini", dichiara il premier Mario Draghi. "Dobbiamo fare chiarezza su questi crimini dei militari russi", dice il cancelliere tedesco Olaf Scholz. "Il comitato internazionale della Croce rossa abbia accesso all'area per documentare in modo indipendente le atrocità", propone inoltre. Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato le immagini "insostenibili" provenienti da Bucha. L'Occidente rilancia l'ipotesi di nuove, più incisive sanzioni anche energetiche contro la Russia di Vladimir Putin - che nega la responsabilità di quanto accaduto - rafforzando allo stesso tempo la volontà di portare i responsabili di questi crimini di guerra davanti alla giustizia internazionale. La strage è un macigno in vista della ripresa delle trattative. 

2) Odessa sotto le bombe: strategia o vendetta?

Odessa, importante porto sulla costa del Mar Nero e la base principale della marina ucraina, era stata in gran parte risparmiata dalla violenza nel conflitto nelle cinque settimane fino agli attacchi di domenica. A Odessa la guerra finora era narrazione dei profughi. Accoglienza e logistica per chi aveva perso tutto. Dalle 5.45 di ieri mattina, la guerra ha azzannato Odessa e l'ha ferita. Colpiti depositi e raffinerie: linfa vitale per la macchina bellica ucraina che voleva riprendersi Kherson. Carburante fondamentale per il fronte che dista meno di 120 chilometri e porta il nome di Mykolaiv: città chiave per la conquista russa di tutta la costa. Con il passare delle ore si ha sempre più l'impressione che l'esercito di Putin voglia concentrarsi qui a sud. Il Mar d'Azov è preso. Perso se si è dal lato ucraino del fronte. Mariupol non è pacificata, ma di fatto è in mano russa.  "A che serve, ora che l'esercito nemico si è ritirato e ha rinunciato a investire Odessa? - si domanda Ugo Poletti sulla Stampa? - Sembra una mossa per mantenere alta la pressione sulle difese ucraine e impedire che possano mandare rinforzi al fronte più caldo del Donbass. Oppure è la vendetta dei russi che si sono imbestialiti, quando è esploso il deposito di carburante di Belgorod".

3) Kiev resta ancora in pericolo?

Le forze russe sul terreno hanno quasi abbandonato del tutto l'Oblast di Kiev, ripiegando a nord verso il confine bielorusso. Rimangono però avamposti di mezzi corazzati e batterie di artiglieria utili a coprire la ritirata russa ed a mantenere la capitale ucraina sotto tiro. Secondo vari analisti militari infatti, il ritiro russo a nord non coincide con il cessato pericolo per la capitale. Il motivo? Kiev potrebbe essere ancora colpita dalle basi in Bielorussia e, soprattutto, il cessato pericolo potrebbe essere non definitivo. Impossibile oggi come oggi escludere che le forze russe possano sfruttare il momento per riorganizzarsi e provare, in futuro, una nuova offensiva.

4) Stop totale al gas russo: per la prima volta se ne parla davvero

Prende piede per la prima volta una discussione sullo stop al gas di Mosca. Il quinto pacchetto di sanzioni è "in arrivo", annuncia il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. La valutazione era già in corso e un round di consultazioni, anche sull’invio di altre armi e aiuti, riprenderà oggi. Pronti nuovi interventi sull’accesso ai pagamenti internazionali delle banche russe, sul divieto di ingresso delle navi nei porti occidentali e sul blocco della fornitura di materiali e apparecchiature tecnologiche. Ma la ministra tedesca della Difesa Christine Lambrecht dice che è ora di iniziare a parlare seriamente di sanzioni energetiche, incluso lo stop al metano. Il governo italiano è più prudente, ma se l’Ue vaglierà lo stop alle forniture, assicura il ministro Luigi Di Maio, "non si volterà dall’altra parte". Enrico Letta (Pd) è favorevole: "Quante altre Bucha prima di un embargo totale di petrolio e gas russo? Il tempo è scaduto". La stagione estiva ormai alle porte renderebbe più sopportabile per il nostro Paese uno stop alle forniture. 

5) Accoglienza: in settimana i rimborsi per enti e profughi

Settimana decisiva per far partire i due nuovi fronti dell’accoglienza ideati dal Governo per offrire un aiuto ai profughi in fuga dall’Ucraina, dopo l’invasione russa del Paese. A breve il Dipartimento della Protezione civile pubblicherà l’avviso, rivolto a enti del Terzo settore, centri di servizio per il volontariato e altre associazioni, che volessero entrare nel sistema dell’«accoglienza diffusa» destinato a 15mila sfollati, e ottenere i fondi per l’ospitalità, secondo le “rette” già utilizzate per il sistema di accoglienza dei migranti (si tratterà con ogni probabilità di una cifra di 33 euro al giorno per persona accolta). Entro venerdì, dovrebbe essere disponibile la piattaforma online tramite la quale i rifugiati che hanno trovato una sistemazione autonoma potranno chiedere un contributo “diretto” (di 300 euro al mese per tre mesi, per ciascun adulto, più 150 euro per ogni figlio minorenne). Questo secondo canale di aiuto è finanziato, fino a oggi, per 60mila richiedenti.

Tutte le notizie di oggi

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Guerra in Ucraina: cinque cose da sapere oggi

Today è in caricamento