Martedì, 27 Luglio 2021
Mondo Iraq

Liberata l’ultima città controllata da Isis ma un'inchiesta inguaia gli Stati Uniti

Un’inchiesta del New York Times getta un'ombra sull'azione dell'esercito statunitense che avrebbe provocato più morti tra i civili di quanto raccontato dall'amministrazione Usa. Nel frattempo è stata riconquistata Rawa nel deserto iracheno al confine con la Siria

L’esercito degli Stati Uniti ha definito i bombardamenti della coalizione contro lo Stato Islamico come i più precisi della storia. Ma un’inchiesta del New York Times, durata 18 mesi, rivela invece come in Iraq le cose siano andate diversamente rispetto ai dati ufficiali: risulterebbero infatti molti più morti di quelli dichiarati dal governo americano.

“I bombardamenti sono stati molto meno precisi di quanto affermato dalla coalizione  tra aprile 2016 e giugno 2017, abbiamo visitato circa 150 luoghi in cui ci sono stati bombardamenti nel nord dell’Iraq, non molto dopo rispetto a quando l’Isis è stato cacciato”.

Il New York Times ha intervistato civili, visitato i villaggi, analizzato i frammenti delle bombe, ma anche letto gli articoli dei giornali locali e visitato la base del Qatar da cui sono partiti tutti gli aerei coinvolti nei bombardamenti. Inoltre, i reporter del quotidiano di New York hanno intervistato i generali che hanno guidato le operazioni, fornendo il primo reportage sugli attacchi della coalizione da quando sono iniziati, nel 2014.

Liberata Rawa, ultimo bastione dell'Isis in Iraq

Venerdì intanto l’esercito iracheno ha annunciato la liberazione dell’ultima città nel Paese che era controllata dagli uomini dello Stato Islamico. Le truppe governative e le unità paramilitari tribali “hanno liberato tutta Rawa e alzato la bandiera irachena su tutti i suoi edifici governativi”, ha detto in una dichiarazione il generale Abdelamir Yarallah del Comando delle operazioni congiunta (JOC), che riunisce tutte le forze che combattono contro l’Isis in Iraq.

L’assalto a a Rawa, città nella vasta provincia desertica di al Anbar a ridosso della frontiera con la Siria, è stato lanciato all’alba di oggi, come aveva annunciato in precedenza il comando delle operazioni congiunta. 

La guerra andrà avanti a lungo

La caduta di Rawa apre una nuova fase nella guerra all’autoproclamato Stato Islamico. “Rawa è stata riconquistata ma dopo questa battaglia la guerra diventerà qualcosa di diverso – è l’opinione di Fadhil Abu Raghef, esperto militare -. Cambierà forma ed andrà avanti per un lungo periodo. Si trasformerà in una guerriglia nel deserto e in aree montuose. Una zona vasta e geograficamente complicata”.

Dall’altra parte del confine le truppe siriane hanno lanciato l’offensiva per riprendere Al-Bukamal, ultimo bastione dell’Isis nel paese. Stando all’agenzia di stampa governativa le forze aeree siriane hanno tagliato i collegamenti con la città con pesanti bombardamenti, distruggendo armamenti e uccidendo almeno sei miliziani.

isis dove-2

#Syria: aftermath of mine blast which (slightly) injured 9 #Russia|ns, 5 soldiers and 4 reporters in #DeirEzzor province. pic.twitter.com/9Ov2MN3x39

— Qalaat Al Mudiq (@QalaatAlMudiq) 7 novembre 2017
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